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STOLEN MOMENTS

Pubblicato il 20 aprile 2016 | di Radio X

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STOLEN MOMENTS :: INTERPLAY! BILL EVANS OLTRE IL TRIO

Interplay è una parola, un concetto tipico del jazz che indica la capacità di interagire all’istante, anche e soprattutto durante le parti improvvisate, tra i diversi musicisti, pronti a ascoltare e reagire cogliendo i suggerimenti impliciti nel suono degli altri membri del gruppo.
Al concetto di interplay e alla sua riformulazione è legato il nome di Bill Evans, uno dei più importanti pianisti del jazz in assoluto, famoso anche presso il pubblico non esattamente jazzofilo per le performance con le varie versioni del suo trio e per il suo contributo a incisioni fondamentali di Miles Davis.
La playlist espone alcuni esempi della concezione musicale di Evans, ma non in rapporto con il celebrato trio piano-basso-batteria, ma a confronto con diversi altri strumenti.
Non potevamo non iniziare con il brano che programmaticamente espone il concetto, Interplay, che intitola un disco in quintetto che raggruppa oltre al piano di Evans e al basso e alla batteria di Percy Heat e Philly Joe Jones, la tromba sordinata e straordinariamente contenuta di Freddie Hubbard e la chitarra rilassata di Jim Hall.
So What è una delle composizioni più note di Miles Davis dal fantastico “Kind of blue” del 1959, la versione di Evans col cantante Frank Minion, è non solo una delle prime registrate in ordine di tempo ma anche una delle prime in assoluto in cui una voce si doppia nel coro di risposta attraverso una sovraincisione, una tecnca allora di assoluta avanguardia.
Dal confronto con il grandissimo e sottovalutato sax tenore Harold Land abbiamo scelto la splendida Sweet Dulcinea Blue, da “Quintessence” del 1976 con Land, il chitarrista elegantemente blues Kenny Burrell e Ray Brown al basso e Philly Joe Jones alla batteria.
Stan Getz, che ebbe un successo clamoroso negli anni ’60 con il fenomeno della Bossa Nova, è colto nell’incontro con Evans in un classico del suo repertorio, il bellissimo “The Peacocks”.
“Pensativa”, jazz standard di Clare Fisher, è reso con la partecipazione di un duo sassofonistico di grande fama e merito artistico, con Lee Konitz al sax alto e Warne Marsh al sax tenore.
Bille Evans imparò negli anni dell’infanzia, prima di dedicarsi definitivamente al piano, a suonare il violino e il flauto, ma incrociò questo ultimo strumento raramente, gli ultimi due brani sono tratti da due session in quartetto, tra il trio di Evans e Jeremy Steig per un delicatissimo “Spartacus Love Theme” e con Herbie Mann per una particolare e riuscitissima “Gymnopedie” di Eric Satie, compositore francese del primo novecento.
Musica di grandissimo livello, da ascoltare con attenzione -e con piacere!-

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