Filiera corta e sostenibilità ambientale, un futuro possibile: un caffè a Radio X con… Raimondo Mandis

«Oggi grazie alla consapevolezza dei cittadini sta cambiando il modo in cui ci avviciniamo al cibo. Tutti noi conosciamo più a fondo i prodotti, ci piace variare e negli ultimi anni siamo stati inondati da format televisivi che parlano di cibo e ricette, che però a volte ci fanno dimenticare che diversi paesi al mondo sono oggi oggetto di sfruttamento. Il tema della sostenibilità è però ritornato al centro della discussione ed è oggi importante far crescere la consapevolezza dei cittadini di poter cambiare le cose con le proprie scelte alimentari, riducendo anche i cambiamenti climatici valorizzando il “chilometro utile”, cioè la ricerca e l’utilizzo di prodotti di qualità vicini a noi.»

Raimondo Mandis, presidente di Slow Food sud Sardegna, è l’ospite di questa puntata di “Un caffè a Radio X”, in compagnia di Ilene Steingut: «Slow Food è un movimento che esiste da 35 anni; nato in Italia, a Bra, al tavolo di un’osteria, inizialmente come contrasto all’omologazione dei consumi, a quello che chiamiamo fast food, si è poi evoluto come movimento internazionale e tocca oggi 150 paesi e ragiona sulle conseguenze delle scelte che facciamo quando scegliamo i cibi che portiamo sulle nostre tavole. Il motto di Slow Food è “il cibo buono, pulito e giusto per tutti”. Cibo di qualità, sostenibile e che dia valore al grande lavoro che fanno i contadini, gli allevatori, i pescatori: tutte quelle persone che contribuiscono a portare sulle nostre tavole dei cibi d’eccellenza. Slow Food in questi anni sta dialogando con i produttori per fare in modo che tornino a farsi conoscere direttamente dai consumatori. I mercati di vendita diretta ci hanno insegnato ad apprezzare le diverse qualità e le stagioni dei prodotti che dobbiamo scegliere. Non si può pretendere di avere le fragole 12 mesi all’anno. Il circuito corto che prima si pensava troppo difficile da realizzare è stato incentivato dalla pandemia che ha fatto capire sia ai produttori che ai consumatori che uniti si vince. Le consegne a domicilio oggi non sono più una stranezza e anzi sono diventate consuetudine, ma abbiamo anche begli esempi di fattorie didattiche in cui i ragazzi possono conoscere il mondo dell’agricoltura e capire da dove arrivano i prodotti, provare a coltivare e raccogliere i frutti della terra.»

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