La forza del disordine: il Sardegna Pride torna a colorare Cagliari. Carlo Cotza: «C’è ancora bisogno di ricordare che il mondo è abbastanza grande per tutti»

Tre giornate di incontri, laboratori, approfondimenti culturali e una grande manifestazione collettiva per ribadire il valore della libertà, dell’inclusione e della partecipazione. A Cagliari, sabato 27 giugno arriva l’edizione 2026 del Sardegna Pride: ne abbiamo parlato in un appuntamento speciale con Un caffè a Radio X insieme a Sergio Benoni e Giovanni Follesa, che hanno ospitato l’attivista e organizzatore Carlo Cotza per presentare il programma dell’evento e affrontare le polemiche che hanno accompagnato l’organizzazione del corteo nelle ultime settimane: «Noi siamo aperti al confronto. Con qualsiasi consigliere comunale, noi siamo disponibili a confrontarci e far capire che questa nostra manifestazione, che è politica oltre che festosa, è di partecipazione anche per chi la pensa diversamente da noi».

L’organizzatore ha infatti respinto con decisione le critiche legate ai disagi per il traffico cittadino, definendole un pretesto che nasconde un dissenso politico più profondo: «Devono avere il coraggio di chiamare le cose col loro nome. Questa è una chiara posizione politica rispetto ai temi dell’inclusione e della partecipazione. Non c’entra niente il traffico. Viene chiusa la città per tantissimi motivi, per tantissime manifestazioni».

Al centro dell’edizione 2026, accompagnata dal sottotitolo “La forza del disordine” c’è il tema della partecipazione, che si traduce in un programma diffuso capace di coinvolgere realtà molto diverse tra loro. Il cuore delle attività sarà il Parco della Musica, trasformato per tre giorni, dal 25 al 27 giugno, nel quartier generale del Pride con un fitto programma di eventi e musica: «Il nostro tema è quello della partecipazione. Nel Parco della Musica, da stasera dalle 17:30 fino a sabato pomeriggio prima del corteo, il Parco della Musica si anima», ha spiegato Cotza. «La partecipazione rispetto ai temi della libertà è reale ed è trasversale». Il programma prevede laboratori di inglese, attività artistiche e sportive, yoga, parkour, progetti fotografici, una caccia al tesoro e i test gratuiti per l’HIV, con un’attenzione particolare alla prevenzione. Tra le novità più significative figura anche la presenza del Rugby Cagliari, invitato a raccontare i valori di rispetto e consenso che caratterizzano questo sport.

Accanto alle attività ludiche e aggregative, ampio spazio sarà dedicato agli incontri culturali e politici. Tra gli appuntamenti, il confronto dedicato al Pride internazionale di Torino 2027 e le presentazioni dei libri di Riccardo Atzeni e di Francesco Abate.

Il momento centrale della manifestazione sarà come sempre il corteo di sabato. La partecipazione sarà libera e gratuita, con appuntamento alle 17 al Parco della Musica per la lettura del documento politico unitario. Da lì partirà la sfilata che attraverserà alcune delle principali vie cittadine: via Bacaredda, via Sonnino, via Roma, Largo Carlo Felice e via Sassari, per poi fare ritorno al Parco della Musica, dove la giornata si concluderà con la festa finale e un dj set: «Può venire chiunque, e chiunque può portare il proprio striscione», ha ricordato Cotza, ribadendo la volontà di mantenere il Pride come uno spazio aperto alla cittadinanza e alla partecipazione collettiva.

Nel finale dell’intervista, spazio al significato stesso della manifestazione, prendendo spunto da recenti fatti di cronaca che hanno riportato al centro il tema dell’omofobia e della discriminazione: «Quando un padre dice “Preferisco morto che gay”, cosa devi aggiungere? Che devi ancora fare i Pride. Devi invitare tutti i padri che hanno paura di questa condizione della vita umana, che l’essere omosessuale non c’entra niente sull’essere una brava persona. Si può condurre una vita tranquilla e soprattutto non è una scelta che è destinata a offendere qualcuno o qualcuna. Una condizione della persona è un fatto personale, intimo, che non toglie, non aggiunge niente alla libertà degli altri. Quindi si può stare insieme gay e non gay senza togliere né la fame né la sete a chiunque. Nel mondo c’è spazio per tutti».

info e programma / sardegnapride.info

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