Un caffè a Radio X con… Filippo Candio

«La mia storia è un po’ legata anche a quella di Radio X. Nel 1995, quando questa radio iniziava a trasmettere in streaming, anche io ero già un appassionato di informatica e facevo discrete monellerie online. Il web non aveva leggi, era tutto un gioco e noi… giocavamo a fare del male ai nostri computer! Mi sono poi avvicinato al poker online e mi sono interessato a questo mondo, all’interno del quale ho fatto un percorso di apprendimento matematico e statistico, che mi ha fatto arrivare ai più grandi tavoli del mondo. Io non volevo diventare dipendente di qualche società, volevo essere libero, e i premi vinti con il poker mi hanno permesso di investire in un progetto in cui credo.»

Filippo Candio, imprenditore nel settore innovativo digitale è l’ospite questa puntata di “Un caffè a Radio X”, in compagnia di Ilene Steingut. Con lui abbiamo parlato della sua storia, di business, di giovani e di sogni: «Tempo fa sono stato al Google campus di Londra, un posto dove in poco tempo ho conosciuto tantissima gente e che ho voluto ricreare a Cagliari, copiandolo spudoratamente, perché era un luogo talmente figo che non si poteva fare altrimenti. In via Roma è nato così l’Hub Caffè, dove oggi vengono tanti ragazzi tra i 18 e i 21 anni. Siamo dei rompiscatole perché profiliamo tutti e vogliamo sapere tutto di chi usufruisce dei nostri servizi, ma in realtà è perché pensiamo di poter essere utili nell’indirizzarli. Con l’apertura della casa dello studente pensiamo di poter offrire un servizio importante per i giovani, dal nostro spazio di coworking, oggi anche “free”, al “learning by doing” un approccio al quale io credo molto: quando qualcuno entra nei nostri spazi, se ha qualcosa di interessante da dire o da fare, cerchiamo di realizzarlo insieme. Così sono nate tutte le 5 società che oggi rappresento. Io ho questo approccio: cerco di aiutare le persone – e anche me stesso – con un team di consulenti che sanno veramente fare le cose… perché io, sostanzialmente, son bravo solo a giocare a carte! Per il futuro, quello che vorrei fare è iniziare un processo di seria digitalizzazione del quartiere che oggi ospita i nostri spazi: partendo da via Roma, verso Piazza del Carmine vorrei fare in modo che i tanti servizi che oggi offriamo, si allargassero e diventassero, nei limiti del possibile, gratuiti per tutto il quartiere e creare unità tra le tante attività che lo popolano. Credo che ci sia tanto bisogno di digitalizzazione per poter crescere nel futuro, soprattutto per il turismo.»

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