Un caffè a Radio X: la “nuova” comunicazione in un mondo in continuo cambiamento

Non solo locandine e pubblicità: per lavorare nel mondo della comunicazione oggi sono necessarie professionalità e conoscenza del settore, con diverse figure che ai canali classici sappiano affiancare gli strumenti offerti dal web e dai social network, occupandosi di gestire nuove modalità di interazione e nuovi problemi. Ne abbiamo parlato in questa puntata con Gianluca Floris e con Francesca Madrigali, giornalista e operatrice del settore che da diversi anni si occupa di comunicazione di festival ed eventi: «Le locandine e le brochure, tutto il materiale tradizionale esiste ancora ed è sempre utile. Il cartaceo non muore, state tranquilli.» «Direi però una bugia se non dicessi che oggi gran parte della comunicazione oggi è online, anche perché dobbiamo pensare a diverse fasce di popolazione e “targettizzare”. I “veri” giovani ad esempio non usano facebook, ma altre piattaforme. Noi “boomer” invece lo usiamo molto. La comunicazione si è quindi complicata. Non basta fare pubblicità ma è necessario raccontare quello che succede, possibilmente in maniera accattivante ma sempre corretta ed etica. Da anni parliamo della necessità di un’ecologia della comunicazione che escluda completamente il linguaggio d’odio.»

Un lavoro che richiede anche una preparazione per gestire in modo efficace i contatti con il pubblico, che sempre più spesso interagisce attraverso la rete: «Soprattutto in alcuni contesti, non si può pensare di essere solo un “output”. È molto importante curare la moderazione dei commenti, rispondere alle domande, alle richieste di informazioni. Un aspetto che spesso è sottovalutato e a cui invece è necessario dedicare tanto tempo.»

La comunicazione politica e la profilazione delle reazioni: «Nella comunicazione è necessario avere una narrazione organica. Oggi invece vediamo un abuso del “qui e ora”, che mira alla pancia delle persone: quel tipo di comunicazione è un po’ come una pesca a strascico che tende a raccogliere tutto quello che può in quel momento. Bisogna stare però attenti all’effetto boomerang…»

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