I dormienti


Cinque figure umane rannicchiate in posizione fetale galleggiano nelle due grandi vasche all’entrata della Galleria comunale d’arte, in fondo al viale ombroso dei Giardini Pubblici. Dormono, nel silenzio incantato di quest’oasi verde al centro della città: i loro corpi dalla pelle diafana sono accarezzati dal vento e dal tremolio della luce, che filtra tra i rami dei ficus e delle jacarande. Plasmati dalle mani e dalla mente visionaria dello scultore della transavanguardia Mimmo Paladino, I dormienti rappresentano la perfetta sintesi emotiva di questo giardino, che coniuga muta contemplazione ricerca artistica. Lo spazio nel quale ci troviamo è frutto di una serie di fortunate intuizioni che si sono sovrapposte nel tempo. La prima – a metà Ottocento, nell’ambito di un ambizioso progetto di sviluppo urbanistico della città – fu quella di immaginare, a conclusione della passeggiata panoramica del Terrapieno, proprio sotto le mura di Castello, questo grande giardino pensile appoggiato su uno sperone di roccia del colle di Buoncammino. La seconda, negli anni Venti, quella di trasformare la Regia Polveriera dalle linee neoclassiche, ricostruita dopo un’esplosione, in uno spazio per l’arte affidato all’architetto Ubaldo Badas. La terza, quella di dare al museo un taglio votato al contemporaneo. In questo senso un contributo importante è venuto da Francesco Paolo Ingrao e dalla sua assistente Elisa Mulas, la cui vicenda meriterebbe una scheda a parte. Fatto sta che la Collezione Ingrao, donata al Comune nel 1999, illumina insieme alla Collezione Sarda (1900-1970) e alle opere dello scultore Francesco Ciusa l’offerta artistica del museo. Basta varcare l’ingresso della Galleria per accorgersi che I dormienti non sono che l’ultimo tassello di una ricca collezione, che abbraccia l’intero Novecento sino alle sperimentazioni più attuali. Ma la Galleria comunale è anche sede di una pregevole biblioteca di storia dell’arte e del Giardino da Leggere, una raccolta di oltre duecento titoli disposti su carrelli che è possibile portare all’esterno, per essere consultati e letti in santa pace nel giardino.
La mostra “La città parlante” è stata curata da Sergio Benoni e Paolo Bazzani per l’associazione culturale Tyche. I testi e le foto della mostra sono tratti dal volume “111 luoghi di Cagliari che devi proprio scoprire” pubblicato da Emons editore, con le foto di Daniela Zedda e i testi di Sergio Benoni. La voce della città è di Carla Fiorentino.


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