Al cinema il processo di Emilio Lussu – Gianluca Medas: «Volevo raccontare cosa significa avere il coraggio delle proprie azioni»

La notte del 31 ottobre del 1926, come gesto di risposta per il fallito attentato a Mussolini avvenuto a Bologna, l’abitazione cagliaritana di Emilio Lussu viene assaltata dagli squadristi. Dopo un assalto durato più di un ora al palazzo nel quale Lussu è asserragliato, Battista Porrà – un giovane fascista cagliaritano – viene ucciso nel tentativo di entrare nell’appartamento di Lussu da un colpo di pistola esploso dallo stesso politico. A tarda notte Lussu viene arrestato, ma tra il 22 e il 23 ottobre del 1927, grazie al coraggio dei giudici che gli riconoscono la circostanza della legittima difesa, viene assolto. Il film ripercorre i difficili momenti che portano il giudice Marras e i suoi collaboratori ad emettere la sentenza della sua assoluzione dall’accusa di omicidio colposo, nonostante le forti pressioni esterne del governo e del Duce.

«Come tante cose che diventano mito, di Lussu si parla tanto senza poi conoscerlo nel profondo. Emilio Lussu non era un uomo senza paura, ma era un uomo che sapeva che le sue scelte avrebbero avuto delle conseguenze. Un personaggio bellissimo che deve essere riletto e contestualizzato, e che rappresenta un esempio virtuoso. Nel film raccontiamo l’omicidio di Porrà, giovane squadrista cagliaritano ucciso da Lussu durante l’assedio alla sua abitazione, ricostruendo il suo pensiero: Lussu sapeva bene che non fuggendo avrebbe rischiato la vita, ma sapeva anche che scappando avrebbe dato ragione agli squadristi. Un gesto straordinario che dimostra cosa sia la coerenza. Il film però non si sofferma sul fatto, ma va a indagare cosa fecero i magistrati che dovevano decidere se portarlo a processo o meno e che pagarono le conseguenze della decisione di non procedere contro Lussu, riconoscendogli la legittima difesa.»

Si sono appena concluse le riprese della pellicola “Emilio Lussu, il processo”, debutto cinematografico di Gianluca Medas con Enrico Lo Verso nei panni del protagonista; il film, prodotto da Zena Film con il sostegno della Fondazione Sardegna Film Commission, racconta una delle pagine più difficili della vita del noto politico, scrittore e intellettuale sardo, assolto dall’accusa di omicidio nonostante le forti pressioni del governo fascista. Ne abbiamo parlato all’interno di Extralive mattina con Sergio Benoni, Giovanni Follesa e con il regista Gianluca Medas: «Con questo film voglio raccontare che noi dobbiamo avere il coraggio delle nostre azioni, ma anche la forza di sopportarne le conseguenze. Perché combattere questo mondo arrugginito in ogni settore della vita pubblica significa mettersi contro un sistema completamente andato. Per fare questo bisogna avere coraggio e soprattutto la capacità di sopportare le conseguenze, la solitudine che ne consegue. La prima esperienza come regista cinematografico è stata molto bella, un confronto continuo con tutte le professionalità che lavorano nella produzione. Questo debutto a 59 anni è un segno per tutti quanti: significa che dobbiamo avere il coraggio di sognare sempre, perché è così che qualcosa succede.»

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