Paolo Buggiani, Keith Haring e l’arte disobbediente

«Nell’ottobre del ’62 sono arrivato a New York con la Queen Mary da Parigi. Ho conosciuto Andy Warhol, Bob Indiana, tutti gli esponenti della pop-art che a me non interessava, ma interessavano loro come personaggi. Esponevo dei “paesaggi americani”, dei quadri di legno con dei motivi dei cornicioni delle case che distruggevano. Mi arrampicavo sulle montagne di macerie e li recuperavo con dei forbicioni…»

Paolo Buggiani

A Extralive torniamo a raccontare una straordinaria avventura personale che offre uno sguardo irripetibile sulle origini della street art: quella di Paolo Buggiani, “papà” italiano della street art, in mostra sino al 22 marzo negli spazi dell’EXMA con “Made in New York. Keith Haring (subway drawings), Paolo Buggiani e la vera origine della Street Art”,
con una selezione di opere dell’artista e documenti audio/video che vuole insegnare il valore della disubiddienza e dell’irriverenza, ripercorrendo la storia del grafittismo e della street art delle origini, e con una parte della collezione di poster pubblicitari con i disegni di Haring recuperati dalla metropolitana di New York alla fine degli anni ’70.

La Volkswagen “Cavallo di troia” di Paolo Buggiani

«Vivendo a New York, scendendo nella metropolitana, ero attratto da dei disegni fatti col gessetto bianco sui grandi fogli neri delle pubblicità scadute. Un giorno passando da una stazione ho visto un gruppo di operai che con dei raschietti staccavano dal muro delle croste di vecchia pubblicità, con i disegni di Keith Haring e ho chiesto se potessi averli. Questa è la prima volta in cui ho salvato un Keith Haring. Piano piano ho iniziato a collezionarli, per tenere memoria della storia dei suoi disegni. Poi con Keith Haring siamo diventati amici, e quando lui è diventato famoso ho smesso di collezionare. Mi ricordo che avevo trasformato una Volkswagen nella testa del cavallo di Troia e andavo in giro con questa macchina tremenda che era capace anche di tirare dei razzi, che ho lanciato anche contro l’Intrepid, una portaerei che nell’ultima guerra portava gli aerei a bombardare l’Italia. Come “vendetta” gli ho sparato dei razzi, e poi sono scappato. Sono letteralmente un disubbidiente.»

Paolo Buggiani

info / exmacagliari.com

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