Tutela della salute e diritto alla privacy: come funzionerà l’app “Immuni”?

«Se le specifiche del Ministero della Salute saranno conformi a quello che è stato raccontato penso proprio che la installerò. È un dovere dello Stato essere chiaro ma è anche un dovere dei cittadini contribuire a risolvere questa situazione di pandemia in cui ci troviamo.»

Giovanni Battista Gallus

Codice open source, tecnologia bluetooh, e un sistema “decentralizzato” di tracciamento sviluppato congiuntamente da Apple e Google: “Immuni”, l’app italiana dedicata al tracciamento dei contagi dovrebbe essere pronta entro il mese di maggio, ma come funzionerà? Che rapporto c’è tra il diritto alla pivacy e l’utilizzo di questa applicazione? Da chi verrà operato il trattamento dei dati personali e sensibili degli utenti? C’è il rischio che questi dati vengano violati? Ne abbiamo parlato all’interno di Extralive mattina con l’avvocato Giovanni Battista Gallus, esperto in Diritto d’autore, diritto penale, tutela della privacy, diritto dell’informatica, intervistato da Alice Orrù, Francesca Fanni e Riccardo Falda, studenti del Corso di Laurea in Scienze della Comunicazione dell’Università di Cagliari, insieme con i ricercatori del CRS4 Emanuela Falqui e Andrea Mameli, e con la docente Elisabetta Gola.

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