Francesco Agus a Extralive: «Sanità sarda in grave sofferenza ma la Regione fa lo struzzo»

«Sulla sanità, la Regione sta facendo il ruolo dello struzzo: mette la testa sotto la sabbia e aspetta che passi il momento drammatico. Quando il presidente e l’assessore fanno conferenze stampa lo fanno per dire che non è vero niente, che le cose vanno alla grande e che ovviamente la pandemia non può essere una loro responsabilità. Quando però tra Brotzu e policlinico le ambulanze in fila diventano 20 o 30, è chiaro che stiamo aumentando i rischi per quei pazienti che magari potrebbero essere tranquillamente curati dalle nostre strutture. Quelle file sono legate al fatto che la gestione dei pronto soccorso, voluta dall’ex assessorato e dall’ATS, è stata fallimentare. Tutti sapevano che in autunno e inverno sarebbe arrivata l’ondata di accessi per Covid e contemporaneamente gli accessi per tutte le altre patologie, che stanno aumentando anche per la trascuratezza di questi anni: ci sono persone che hanno rimandato visite di controllo e che sono state costrette a rimandare visite anche urgenti.»

Francesco Agus, capogruppo dei Progressisti e componente della Commissione sanità in Consiglio regionale è intervenuto ai microfoni di Extralive per fare il punto della situazione sulla sanità in Sardegna, tra strutture fatiscenti e gravi carenze di personale: «Abbiamo fatto richiesta formale di convocazione della commissione sanità nei principali ospedali cagliaritani, per verificare le carenze del sistema. Quel sovraccarico oggi non è gestibile, e non si deve sottovalutare nemmeno l’aspetto “umano”: il numero dei medici, già basso, che lavorano negli ospedali sta ulteriormente diminuendo perché c’è chi rinuncia a lavorare in condizioni così difficili. Serve un cambio di rotta: non si può pensare di trattare le persone come dei pacchi postali: pensare che uno specialista oggi possa essere trasferito magari in un reparto lontano da casa propria e in cui il ritmo e la qualità del lavoro non è ottimale, è una follia. Oggi uno specialista ha talmente tanta scelta da non essere costretto ad accettare qualsiasi tipo di offerta. Un altro metodo infallibile si chiama “concorsi a tempo indeterminato”: se continuiamo a offrire incarichi a 6 mesi o a un anno è molto facile che le persone scelgano altre destinazioni…». Agus si è soffermato anche sulle problematiche legate alle nuove nomine e allo staff dell’Assessorato alla sanità, denunciando la presenza di dirigenti provenienti da contesti lontani dall’isola: «All’ARES e AREUS, le e uniche due strutture che realmente danno un servizio a tutta la regione sono andate a due manager venete, in un periodo in cui è ancora vacante sia il Direttore Generale della sanità, sia quello della centrale di committenza: in poche parole non c’è il minimo controllo sugli appalti che verranno gestiti in questa fase da chi è nominato venendo da un’altra realtà e chissà con quali intenzioni. L’assessore Nieddu, che oggi decide di non dire niente in realtà non è l’unico colpevole: il suo partito gli ha affidato uno staff di persone che non capiscono niente né di Sardegna né di sanità: ha un consulente e un capo di gabinetto che vengono dai comuni del comasco e che non si sono mai occupati né di sanità né di Sardegna, ha una segretaria particolare, moglie di un deputato, che è una nota no-vax e quindi credo che non stia nemmeno andando in ufficio, non avendo il green pass. Siamo nelle mani di persone che non sono in grado nemmeno di portare avanti l’ordinaria amministrazione.»

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