Estate in Sardegna – Alberto Bertolotti, Confcommercio: «Il turismo interno non salverà la stagione»

La spiaggia di Su Giudeu, sul litorale di Chia

Turismo in Sardegna – Con il primo fine settimana d’estate alle porte, si può iniziare a pesare con dati concreti quale sia la flessione del flusso dei turisti nell’isola dopo l’emergenza covid: «Il polso della situazione a giugno registra battiti zero. La situazione è stata agghiacciante: anche i più entusiasti hanno registrato un calo che mette paura. Chi non ha l’entusiasmo tipico dell’imprenditore coraggioso sta pensando solo a come non farsi troppo male. La speranza è che il mese di luglio ci porti verso la normalità, anche se le previsioni non lasciano presagire niente di buono, soprattutto a causa della grandissima confusione generata dall’informazione legata al passaporto sanitario e dalla grave crisi degli aeroporti, che oggi non hanno i fondi per incentivare il traffico e non riescono a essere appetibili per le low cost e i grandi vettori internazionali, che oggi scelgono di puntare su altre mete.» Segnali inquietanti per chi lavora nel turismo e nelle attività ricettive: Alberto Bertolotti, imprenditore del settore turistico e presidente di Confcommercio Cagliari è intervenuto ai microfoni di Extralive mattina per fare il punto della situazione e denunciare il dramma di un comparto in grave crisi che registra numeri preoccupanti anche per quanto riguarda il turismo interno: «In spiaggia c’è fermento solo nel fine settimana, ma è un segnale effimero: il turismo “locale” non ha tanti soldi da spendere anche perché la crisi post-covid ha colpito tutti e avrà una risacca pesante, lunga e con effetti gravi. Bisogna intervenire con una fortissima spinta da parte della mano pubblica, a tutti i livelli. Mi auguro che sia fatta anche una grande campagna di formazione culturale rivolta non solo ai cittadini ma anche agli imprenditori sardi: quello che serve alla Sardegna non è il modello Baleari, cioè non è quello della quantità: dobbiamo diventare un’isola capace di offrire un turismo per pochi, ma pieni di soldi. Abbiamo una risorsa naturale che non deve essere dissipata, deve essere protetta e goduta insieme a tutti coloro che se lo meritano e che sono capaci di riconoscerne il valore…»

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