Letteratura sarda alla radio: Carlo Bessolo e Mariano Mariani a Incipit!

La 7^ puntata di Incipit si apre con Carlo Bessolo e il romanzo “Il tesoro del diavolo” (ed. Condaghes). Regno di Sardegna, 1645. Il sergente Rodrigo Diaz, valoroso reduce dei cruenti campi di battaglia della Guerra dei Trent’anni, viene investito del titolo di alcaide della torre di Su Sdiroccu, sulla costa nord-orientale della Sardegna. Un incarico che si prospetta come la serena conclusione di una lunga carriera militare si rivelerà ben presto tutt’altro che tranquillo. Affiancato dall’abile Elias – un proprietario terriero del vicino villaggio deciso a vendicarsi di imperdonabili torti subiti nel passato – e da una compagnia di valientes, il sergente scatenerà una caccia senza quartiere a un misterioso personaggio pronto a tutto per difendere ambigui interessi che vanno oltre i confini dell’Isola. Tra incursioni barbaresche e scorribande di briganti, il travolgente gruppo di combattenti seguirà da un capo all’altro della Sardegna le tracce di un enigmatico tesoro, trasformandosi in una leggendaria banda di fratelli d’arme.
“Dopo il Coronavirus – Vademecum per la rinascita economica dei territori” scritto da Mariano Mariani (ed. Blu Oberon) è il saggio che apre la seconda parte di Incipit.
Come possono i territori del nostro Paese reagire in positivo alle conseguenze devastanti sui loro sistemi produttivi determinate dalla pandemia del Coronavirus? Il tema centrale è quello di delineare, con parole semplici ed esempi concreti, una prospettiva strutturale di rinascita economica dei territori italiani dopo il COVID-19. Vengono spiegati sia i riferimenti teorici, che le linee guida per l’elaborazione e attuazione di un nuovo modello dello sviluppo e della crescita sostenibile, capace di generare ricchezza endogena, quale unica condizione per uscire dal baratro economico e produttivo generato dal COVID-19. Il nuovo modello esalta le peculiarità e l’unicità del capitale territoriale ed umano del nostro Paese. I territori non sono tutti uguali, nonostante le spinte della globalizzazione tendano ad uniformare ed omologare tutto e tutti. Dall’unicità e ricchezza dei territori italiani si può e si deve ripartire per costruire un vantaggio competitivo rispetto agli altri territori del globo. I territori italiani hanno dei propri peculiari vantaggi competitivi non de-localizzabili: ambiente, cultura, identità, storia pluri-millenaria, prodotti tipici incastonati nel territorio, fonti rinnovabili, servizi alla persona, ospitalità, qualità della vita. Intorno a queste tante unicità è possibile costruire un’immagine distintiva di qualità del nostro Paese ed in particolare dei territori più deboli stremati dalla pandemia. Le parole chiave della nuova prospettiva sono: economia circolare e sostenibile, bio-regionalismo, capitale territoriale, sovranità alimentare ed energetica, interdipendenze produttive all’indietro, moneta complementare, chiusura a livello locale dei principali cicli della vita.

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