Silvia Vecchini e Antonio Vincenti, in arte Sualzo, autori e compagni di vita che hanno fatto delle storie per bambini, ragazzi e adolescenti il terreno comune della loro ricerca artistica sono gli ospiti di Sergio Benoni in questa puntata speciale di Un caffè a Radio X dedicata al Festival Tuttestorie: con loro abbiamo raccontato alcuni dei tanti laboratori e incontri in programma durante la rassegna, in corso all’Exma sino all’11 ottobre: «Tuttestorie per noi è proprio un festival del cuore e siamo tornati molto felicemente quest’anno». Per questa 21esima edizione, il loro contributo si sviluppa attorno al fumetto e a due opere capaci di parlare a pubblici diversi. Con le storie di Gaetano e Zolletta, pubblicate da Gallucci, incontrano i lettori più piccoli, accompagnandoli anche nei primi passi nella lettura. I protagonisti, due asinelli, diventano il tramite per raccontare il rapporto tra un papà e il suo bambino, attraverso avventure divertenti e leggere, senza rinunciare a uno spazio dedicato ai sentimenti. La capacità del fumetto di avvicinare alla lettura è invece al centro della ricerca di Sualzo, disegnatore autodidatta e autore di numerose graphic novel: «Ci tengo tanto a recuperare questa funzione che invece, ahimè, era un po’ persa: quella dell’idea del fumetto come grande palestra di lettori. Il fumetto non è soltanto una porta d’accesso più immediata alle storie: può diventare uno strumento per affrontare temi complessi, aprire domande e accompagnare chi legge verso livelli di comprensione sempre più profondi.» Al festival con Le parole possono tutto, pubblicato da Il Castoro e rivolto ai ragazzi più grandi, in particolare agli adolescenti delle scuole secondarie di primo grado, la coppia di autori esplora rapporto tra adulti e ragazzi, genitori e figli, si confronta con questioni difficili, tra cui la violenza di genere: «Farlo con un fumetto è una grande sfida, una grande opportunità. Un linguaggio apparentemente più accessibile può diventare la chiave per affrontare argomenti importanti.».
A Tuttestorie, però, i racconti non si fermano alle pagine dei libri. Una parte fondamentale del lavoro degli autori è proprio l’incontro con i giovani lettori, che arrivano al festival preparatissimi per un confronto che può rivelarsi sorprendente anche per chi quelle storie le ha inventate: «Ci danno degli spunti incredibili per continuare, ma anche proprio per leggere la nostra opera sotto una luce che non sempre avevamo previsto». La collaborazione tra Silvia Vecchini e Antonio Vincenti affonda le radici in una passione condivisa per le storie: i due si sono incontrati nel 1993 e si sono sposati nel 1999, ma il loro sodalizio artistico si è sviluppato attorno a un interesse comune: «Se vuoi raccontare storie per questo tipo di pubblico devi rimanere, non puoi farlo di passaggio. Più maturi, più capisci che vuoi rimanere bambino».
info e programma completo / tuttestorie.it
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