EXCELSIOR – Cinema e serie tv / EP.2 /

Nella seconda puntata di Excelsior, rubrica curata da Luca Mirarchi dedicata al cinema e al mondo delle serie televisive, parliamo del film di Roger Michell “Il ritratto del duca” , con Jim Broadbent ed Hellen Mirren e della miniserie Netflix “I diari di Andy Warhol”.

IL RITRATTO DEL DUCA

Chi ha rubato il preziosissimo ritratto del Duca di Wellington, di Francisco Goya, dal principale museo di Londra? È stato davvero Kempton Bunton, un tassista sessantenne impegnato per le cause sociali e dotato di un innato talento istrionico?
È il 1961 e l’Inghilterra intera segue con interesse crescente il processo a carico di Mr Bunton (il premio Oscar James Broadbent) per vedere se davvero la giuria avrà il cuore di condannare un uomo anziano che mirava a chiedere un riscatto a scopi benefici, e che presto si era deciso a restituirlo comunque, intatto, ai funzionari del museo. Roger Michell, già regista di “Notting Hill” negli anni Novanta, con “Il ritratto del duca” firma un’altra commedia divertente e lieve, perfetta per trascorre un’ora e mezzo fuori dal tempo in questo periodo peraltro così buio, a tutti i livelli. Da non dimenticare infine la moglie del protagonista nella storia, una strepitosa Helen Mirren.

MINISERIE
I diari di Andy Warhol

Netflix
USA, 6 puntate di circa un’ora (l’ultima 78’), produttore esecutivo, Ryan Murphy e il regista, Andrew Rossi.

A partire dagli anni Settanta Andy Warhol – principale esponente della pop art, genio poliedrico, pittore, grafico, regista, produttore, mentre creativa della Factory, re delle notti glamour di New York – con regolarità la mattina chiamava una sua assistente, Pat Hackett, per raccontarle quello che faceva, diceva e pensava nelle sue giornate. Da quelle registrazioni, dopo la sua morte, nel 1987, fu tratto un libro e adesso questa nuovissima miniserie targata Netflix, che grazie a un software che sfrutta l’intelligenza artificiale ci fa sentire la voce narrante di Andy Warhol come se fosse proprio lui a raccontarci la sua epopea, da ragazzo timido e insicuro di Pittsburgh a re del Village, che rivive sullo schermo grazie a un abile montaggio di materiali d’archivio e interviste con alcuni dei protagonisti dell’epoca, da Blondie a Julian Schnabel, e con l’apporto non secondario di un’ottima colonna sonora.

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