EXCELSIOR – Cinema e serie tv / EP.4

Licorice Pizza

Quarta puntata di Excelsior, la rubrica curata da Luca Mirarchi dedicata al mondo del cinema e delle serie tv. In questo appuntamento vi consigliamo “Licorice Pizza“, film del 2021 scritto e diretto da Paul Thomas Anderson, candidato agli Oscar come miglior film, miglior regia e miglior sceneggiatura originale e “Dopesick – Dichiarazione di dipendenza” miniserie in 8 puntate disponibile su Disney+ che racconta la lotta contro la dipendenza da oppioidi negli Stati Uniti ripercorrendo la storia della commercializzazione dell’OxyContin, farmaco a base di ossicodone che alla fine degli anni ’90 generò una grave emergenza negli USA.

FILM
Licorice Pizza, USA, 133’, commedia
Licorice Pizza segna il ritorno alla regia di Paul Thomas Anderson a quattro anni di distanza dal quell’autentico capolavoro che è Il filo nascosto, e anche stavolta la pellicola non è ambientata ai giorni nostri ma nel passato, e in questo caso nella San Fernando Valley del 1973. Con un’atmosfera che rimanda ad American Graffiti e a Dazed and Confused, P. T. Anderson, forse il regista americano più brillante della sua generazione, realizza una piccola gemma di poesia e rock’n’roll sull’età sospesa dell’adolescenza, e lo fa raccontando le peripezie di due ragazzi — interpretati da una coppia di giovani bravissimi attori al debutto — che incarnano appieno lo spirito del tempo, accompagnati da una colonna sonora ininterrotta di classici del periodo, e destinati a imbattersi in una serie di personaggi sopra le righe e caricaturali — interpretati stavolta da alcune star della recitazione, come Sean Penn, Bradley Cooper e Tom Waits (non solo un grande musicista) — che non fanno altro che aggiungere ulteriori colori a un film che lascerà il segno, anche grazie alla sua rara capacità di toccare le corde della nostalgia senza essere mai nostalgico.

SERIE TV
Dopesick – Dichiarazione di dipendenza
USA, 8 episodi di circa 60’, su Diseny+
Dopesick è una miniserie drammatica statunitense sviluppata da Danny Strong, ispirata al libro bestseller di Beth Macy Dopesick: Dealers, Doctors and the Drug Company that Addicted America. In un cast variegato per età, ceto sociale e occupazioni, in cui però nessuno abbassa anche solo di poco il livello della recitazione, spiccano le figure più note di Michael Keaton e Rosario Dowson, tutte al centro di uno dei più controversi scandali legati a Big Pharma negli Stati Uniti a cavallo fra anni Novanta e Duemila — ma forse sarebbe più appropriato il termine strage – provocato dall’immissione sul mercato dell’OxyContin, il primo antidolorifico a base di oppioidi (il principio attivo è l’ossicodone) a “non provocare dipendenza se non in meno dell’uno percento dei suoi utilizzatori”, dovendo credere al claim di lancio della poderosa campagna pubblicitaria. Nella realtà dei fatti Purdue, l’azienda farmaceutica che lo ha promosso, in pochi anni si è lasciata dietro una scia di quattrocentomila morti per overdose, la più vasta ondata di tossicodipendenza registrata di recente in America. Guardare questa serie significa informarsi, riflettere, restare coinvolti, commuoversi: tutte reazioni per nulla scontate, anche quando si parla di produzioni di questo genere.

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