Covid-19 – Sergio Marracini: «In Sardegna il 90% dei ricoverati non è vaccinato»

«Oggi riapriamo il secondo piano del Binaghi: dopo i numerosi arrivi di ieri sera, attiveremo 24 nuovi posti letto. Per ora siamo a 52, ma entro la fine della giornata supereremo i 60 ricoveri.» Impennata di contagi e nuovi focolai: la maggiore infettività della variante Delta, ormai prevalente anche in Sardegna, unita alla voglia di normalità fanno registrare numeri preoccupanti nell’isola, con il bollettino dell’unità di crisi regionale che nella giornata di ieri ha registrato 233 tamponi positivi su 2.534 test, quasi il 10%.

Ma qual è la situazione all’interno degli ospedali sardi? Ne abbiamo parlato all’interno di Extralive mattina con Sergio Benoni, Giovanni Follesa e con Sergio Marracini, epidemiologo e direttore sanitario dell’ospedale Covid di Is Mirrionis: «I malati sono diversi rispetto a quelli dello scorso anno: i casi sono meno gravi. Quelli che arrivano oggi sono al 90% No-vax, con una piccola percentuale di vaccinati che però rientrano nella casistica, ma che manifestano sintomi non gravi. Anche il turnover è più veloce: stiamo dimettendo molto più velocemente rispetto a prima. Sto cercando di capire le motivazioni di chi non si è ancora vaccinato o non ha prenotato: in tanti dicono che vogliono aspettare, vogliono prima capire, vedere. Ma con una casistica di milioni di persone, in un soggetto che non ha allergie e non ha avuto episodi di shock anafilattico non c’è nessun problema. Credo che se riusciamo a convincere gli indecisi, entro la fine dell’anno questa partita possiamo vincerla. Superata questa fase, tra settembre e ottobre, arriveremo ad avere il 60-70% della popolazione vaccinata e quindi avere l’immunità di gregge. Intanto in Sardegna cerchiamo di contenere i ricoveri in un unico presidio in modo da garantire l’assistenza anche agli altri malati. Credo che in questo momento stiamo già vedendo gli effetti per le feste degli Europei di calcio.»

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