Emergenza Covid-19: il punto della situazione in Sardegna

Crescono i contagi in Sardegna con 82 nuovi positivi registrati nell’ultima giornata: un andamento preoccupante che però, dopo il “caso” Costa Smeralda, sembra non fare più notizia. «Della Sardegna si parla solamente d’estate e le notizie arrivano alla stampa nazionale solo quando c’è il problema dei pastori o dei collegamenti estivi. Quando passa il 21 settembre torniamo ad essere l’isoletta remota sperduta nel Mediterraneo.»

Chicco Fresu, direttore di YouTG.net, è intervenuto ai microfoni di Extralive mattina per un aggiornamento sull’emergenza Covid-19 nell’isola, che questa notte ha fatto registrare 2 nuove vittime, con i ricoverati in terapia intensiva che salgono a 19 (+1): «Nella prima fase la Sardegna ha avuto un bassissimo numero di casi e ricoveri. Oggi, oltre ai 102 ricoverati con sintomi abbiamo circa 2000 positivi in isolamento domiciliare.» Una situazione preoccupante, con i reparti non ancora pronti a gestire un aggravarsi della situazione e una conformazione orografica dell’isola che non consente un trasporto rapido dai paesi ai grandi centri in caso di emergenza: «Emblematico il caso del giovane di Isili, eppure tanta gente, dopo 6 mesi che conviviamo con questo problema, purtroppo ancora nega l’evidenza. Di giorno in tanti indossano la mascherina, ma bisognerebbe guardare cosa succede la notte in centro e nei locali.»

Diffusione del virus e tamponi a rilento: «Oggi a Cagliari città i dati non sono preoccupanti, al momento. Quello che invece preoccupa è la diffusione nelle piccole comunità. C’è chi ipotizza che questo dato sia legato allo stile di vita dei paesi. Contestualmente ha fatto discutere il caso del bambino di Sorso, rimandato a casa dagli insegnanti a causa di uno starnuto di troppo. Un problema che potrebbe avere delle gravi ripercussioni sociali a causa della lentezza del sistema, che costringe intere famiglie a restare a casa in attesa dei risultati del tampone…»

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