In libreria “Il vento ci porterà” – Ciro Auriemma: «Volevo raccontare la storia di chi combatte per la libertà degli altri»

«Questa storia è nata a Sant’Antioco: stavo andando con la mia compagna a Carloforte ed eravamo sul lungoporto, dove c’è una lapide ai caduti. Su questa lapide ho letto il nome di un ragazzo caduto durante la guerra di Spagna, e mi sono chiesto: ma che ci faceva a combattere in Spagna durante la guerra civile? Quanta gente ha fatto questo viaggio? E ho scoperto la storia di tanti sardi e tanti italiani che l’hanno fatta, ho letto le lettere di Dino Giacobbe alla moglie e ho scoperto che tutt’oggi c’è gente che combatte e che muore per la libertà degli altri. Mi sono detto: questa è la storia che vorrei raccontare. Perché la libertà o è di tutti o non è di nessuno. L’idea è nata così, per una coincidenza, e poi ho avuto bisogno di rielaborarla, scriverla e riscriverla. Un lavoro che è durato tre anni. Sono un fautore della lentezza! La storia inizia attorno al 1924, con alle spalle un evento molto particolare, la spaccatura del Partito Sardo d’Azione fondato da Lussu. Dietro questa spaccatura c’è un elemento importante: alcuni dei fondatori restano col capitano, e altri aderiscono al neonato partito fascista. […]»

Da oggi in libreria con “Il vento ci porterà”, lo scrittore Ciro Auriemma è stato ospite di Extralive mattina, con Sergio Benoni e Giovanni Follesa, per raccontarci la storia del suo ultimo romanzo.

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