Massimo Zedda a Extralive: «In Regione immobilismo totale. Costruiamo un progetto comune per essere pronti in caso di elezioni anticipate»

«Nel palazzo della Regione stiamo assistendo a un immobilismo totale dovuto all’assenza di capacità di immaginare soluzioni per alcuni dei problemi esistenti, a cui si aggiunge il blocco di qualsiasi attività in attesa dell’ormai famoso rimpasto.» Massimo Zedda, presidente dei Progressisti in Consiglio regionale è intervenuto questa mattina ai microfoni di Extralive per denunciare una preoccupante situazione di stasi all’interno del palazzo della regione a ridosso dell’iniziativa pubblica “Dal disastro alla Rinascita. Il governo di domani nasce dall’opposizione di oggi” in programma venerdì 13 maggio all’Hotel Cesar, a cui prenderanno parte i rappresentanti dei gruppi di opposizione in Consiglio regionale: «Il presidente della Regione in una situazione di grave criticità per l’isola ha sospeso ogni attività in attesa di decidere chi sostituire all’interno della sua squadra di governo. All’inizio della legislatura, Solinas ha detto che avrebbe usato il “manuale Cencelli” per formare il governo: questo ha determinato che tutta la legislatura sia stata improntata solo sulle nomine. Questa è la negazione della politica, e mi permetto di dire che a questo livello non si era mai arrivati. […] Al netto dell’opinione personale o della propria collocazione politica, non ho mai visto un livello così basso di pochezza. Siamo davanti a una politica insignificante e disinteressata ai problemi delle persone, una politica che non ha a cuore la Sardegna. A questo livello non si era mai arrivati nella storia dell’Autonomia. Molti di noi condividono che ci troviamo davanti a un disastro per quanto riguarda i trasporti, le infrastrutture, sull’incapacità di elaborare strategie per il PNRR, sulla sanità, l’istruzione, e siccome pensiamo che il presidente Solinas voglia fuggire dalla Sardegna per trovare una poltrona più comoda in Parlamento, penso che la scadenza naturale delle elezioni del 2024 possa essere anticipata al 2023. Non capisco per quale motivo, anche con diversi giornalisti, quando si tocca l’argomento delle possibili dimissioni anticipate, il presidente della Regione si offenda e minacci querele. Si tratta di un ragionamento politico. […] E in caso di elezioni anticipate ci dobbiamo preparare: non si può commettere l’errore di arrivare alla tornata elettorale senza avere le idee chiare su quale sia il programma di governo e le leggi. Mi manca la possibilità di interloquire, anche con gli avversari, delle questioni che riguardano la Sardegna, del come fare progetti per migliorare la vita delle persone. Negli ultimi tre anni non c’è stata nemmeno la possibilità di discutere su questi temi.» L’ex sindaco di Cagliari si è soffermato anche sull’evento in programma nella serata di venerdì 13: «Un dibattito pubblico aperto a tutti per confrontarsi sul prossimo futuro. Discuteremo su quale opposizione costruire oggi per il governo della regione domani, per costruire insieme un progetto di sviluppo. L’obiettivo è quello di proseguire con una serie di appuntamenti sul territorio in cui faremo quello che non fa il presidente della Regione: andare a parlare con le persone, con chi amministra, chi governa e con i protagonisti del tessuto economico e produttivo per stabilire le strategie del domani.»

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