Paolo Truzzu a Radio X: «La città prima era più sporca. E a luglio arriva il progetto sul fronte mare di via Roma firmato da Boeri». E sul verde…

Verde pubblico, cantieri, raccolta differenziata ma anche continuità territoriale, PNRR, università, riqualificazione di via Roma, nuovo stadio e tanto altro: il sindaco di Cagliari Paolo Truzzu, ospite della puntata di Extralive ha parlato del presente e del futuro della città rispondendo alle domande degli ascoltatori e soffermandosi anche sui temi caldi del momento, come la concessione degli spazi della nuova passeggiata scoperta di via Roma per un evento che ha suscitato malumori soprattutto nei residenti.

Il Comune aveva espresso anche tempo fa la volontà di spostare la movida fuori dal quartiere Marina, ma poi è stata autorizzata una festa della birra davanti ai portici di via Roma. Pentiti? «Pentiti no. La cosa che abbiamo sempre detto sia ai residenti che ai commercianti della zona è stata “fateci proposte”. È arrivata questa, abbiamo chiarito all’operatore che non volevamo ripercorrere l’ipotesi “sagra”, e la proposta è poi stata autorizzata. Quello spazio è aperto a tutti e l’amministrazione è a disposizione per ascoltare ogni tipo di proposta e far lavorare tutti. Anche io vorrei fare il mega festival di classe, che però richiede risorse importanti. Voglio ricordare che questa era un’iniziativa per la quale l’amministrazione non ha pagato un euro, era a costo zero. Per ciò che riguarda i residenti penso che anche questo sia un buon tentativo: avere un evento fuori dai vicoli della Marina significa avere meno gente che fa baccano sotto le finestre. Mi ha però infastidito l’idea che non si possa portare un po’ di popolo anche nel centro della città: ricordiamo che ci sono persone che non si possono permettere 35 euro per mangiare in ristorante. Occasioni come questa possono permettere a tutti di passare una serata di svago e serenità in pieno centro…»

Riqualificazione passeggiata di via Roma, del fronte del Porto e sistemazione definitiva di piazza Matteotti: quando vedremo il progetto dell’architetto Stefano Boeri? «A breve. Il lavoro è alle fasi conclusive, il progetto preliminare è quasi pronto, ma sulle indicazioni di massima abbiamo già fatto una serie di incontri con tutti i soggetti istituzionali e penso che entro luglio avremo la presentazione ufficiale. Contiamo di fare la gara per il primo lotto, – da piazza Matteotti sino a piazza Ingrao – entro l’anno, e chiudere questa parte dei lavori entro la fine del mandato. L’obiettivo però è arrivare a un ripensamento di tutta l’area, ragionando sul fatto che lì arriverà la metropolitana leggera e serviranno degli spazi per garantire i capolinea degli autobus sia ARST che CTM, abbiamo la necessità di rafforzare la dotazione di parcheggi e anche ripensare l’area in funzione della presenza del campus universitario che a ottobre dovrebbe aprire, con 5-600 studenti.»

Lavori in corso e ritardi in diverse zone della città, quali sono le cause e a che punto siamo? «Alcuni giorni fa ho visto un meme che da sindaco mi ha fatto piacere: il tema che emergeva è che sembrava che in ogni strada di Cagliari ci fosse un cantiere. Per un sindaco è una cosa positiva: ci sono i disagi legati ai cantieri ma è anche vero che una volta conclusi offrono ai cittadini una città riqualificata. La tempistica di tutti i cantieri oggi va a fasi alterne per due ordini di motivi: le ditte hanno a che fare con il covid, quindi capita che gli operai si ammalino e che si debbano perciò fermare i lavori, e capita anche che si ammalino gli operai delle ditte che forniscono i materiali. Se a questo aggiungiamo gli aumenti dei prezzi delle materie prime che stanno mettendo in difficoltà tutte le amministrazioni e tutte le imprese di costruzioni, possiamo capire da dove arrivino i ritardi. Dal ponte ciclopedonale di Su Siccu al bastione di Santa Caterina, a via San Lucifero e piazza San Cosimo, si tratta di opere e appalti aggiudicati prima del covid. Il prezzo dell’acciaio è più che raddoppiato e tutte le imprese, che non potevano prevedere questo tipo di aumenti, oggi sono in forte difficoltà, nonostante l’amministrazione abbia ricorso ai sistemi previsti dal Governo per la revisione dei prezzi che però non consentono di intervenire solo dopo l’acquisto dei materiali. Alcune delle imprese però oggi non hanno i fondi per acquistarli e noi non possiamo intervenire.»

Quartiere Castello e ascensori guasti: perché? «So che è una questione sentita e molti cittadini mi scrivono tramite i social. Ho l’abitudine di rispondere personalmente e il problema è che esistono diversi problemi infrastrutturali. Forse non sono stati pensati per un utilizzo così intensivo: ci sono ascensori che quando funzionano fanno più di 1000 corse al giorno; ci sono anche stati diversi episodi di vandalismo. Il problema di fondo però è che mancano dei pezzi di ricambio che tardano ad arrivare. Vorrei comunque ricordare a tutti che gli ascensori sono stati autorizzati dalla Soprintendenza in via temporanea.»

Continuità territoriale e privatizzazione aeroporti sardi: qual è la visione del sindaco? «Siamo arrivati a questa situazione perché probabilmente si dovevano fare scelte diverse 10 anni fa. Sono sempre stato sostenitore di un sistema unico degli aeroporti sardi: non è pensabile che ogni singolo scalo si presenti sul mercato internazionale a discutere singolarmente con le compagnie che hanno una grande forza contrattuale. Credo che sia un bene avere un sistema sardo che riesca a fare massa critica: che il soggetto sia pubblico o privato mi interessa sino a un certo punto. Conta la possibilità dei sardi di viaggiare e che sia garantita a prezzi accessibili anche ai turisti la possibilità di venire nell’isola. […] Da sardi dovremmo chiederci se negli ultimi 10 anni per il nostro diritto alla mobilità abbiano fatto di più le low cost o Alitalia. All’attuale sistema di continuità territoriale do un voto basso: credo che l’errore di fondo sia stato assumerci il carico e l’onere della continuità territoriale da soli. Non abbiamo la forza come regione di andare in Europa a chiedere soluzioni simili a quelle di altri Paesi. Per fare determinate operazioni che ci consentirebbero di avere un sistema concorrenziale con un prezzo garantito per i residenti come ad esempio succede in Spagna, abbiamo la necessità dello Stato. Le Baleari hanno un sistema che funziona perché la battaglia l’ha fatta il governo di un’intera nazione…»

PNRR e enti locali, alla Città Metropolitana di Cagliari circa 800 milioni: «Abbiamo fatto un lavoro di concerto per arrivare a queste cifre e forse anche a qualcosa in più.»

Aree dedicate a concerti e grandi eventi e riapertura dell’anfiteatro Romano: «Solo sul sistema cultura ci sono più di 2 milioni di euro per l’estate, l’autunno e l’inverno. Risorse importanti che sono state programmate nel momento in cui sono state messe a disposizione. Se si vuole fare un ragionamento sulle aree dedicate ai grandi eventi, dobbiamo tenere a mente che uno spazio come quello dell’arena grandi eventi a Sant’Elia costava all’amministrazione 300.000 euro all’anno. Risorse che oggi abbiamo a disposizione per le associazioni. Si può fare, ma con la consapevolezza che determinate scelte hanno un costo. Sull’ippodromo ad esempio è stata realizzata un’area dedicata agli sport estivi perché c’era la possibilità di aggiudicarci le finali dei campionati italiani di beach soccer, che resterà a disposizione anche dopo. Sull’anfiteatro stiamo andando avanti, è quasi pronto il progetto per l’ultimo lotto di restauro e la creazione di una piccola arena che consenta la realizzazione di spettacoli. Non possiamo lavorare da soli però perché allo stato attuale esiste un accesso unico e per consentire degli spettacoli abbiamo bisogno di lavorare in sinergia con l’Orto Botanico e quindi con l’Università per realizzare un’uscita di sicurezza. Sono stati fatti degli incontri, sembra ci sia una condivisione di massima e stiamo elaborando il progetto. I confronti con il passato sono bellissimi ma ci dobbiamo però ricordare che oggi esistono nuove consapevolezze e norme diverse da quelle degli anni ’60. Il nostro obiettivo oggi è conservare l’anfiteatro, riconoscerne il valore e contestualmente viverlo. Cerchiamo quindi di capire come può essere vissuto garantendone la fruibilità a tutti i cittadini, senza distruggerlo. Si potranno fare spettacoli con 5000 persone? Non lo so. Magari con 1000. Ricordiamoci però che c’è un bene da salvaguardare.»

Negli ultimi mesi sono arrivate numerose critiche sulle “potature selvagge” e su un deficit di comunicazione sul taglio degli alberi. Cosa sta succedendo? «Succede quello che è sempre successo anche con le altre amministrazioni. Qualcuno questa volta ha cercato di fare un po’ di polemica. Le jacarande tolte nel largo o i pini di viale Buoncammino tagliati per motivi di sicurezza sono stati sostituiti. Negli anni passati si tagliava e si dimenticavano le aiuole vuote. Negli ultimi 3 anni per motivi di sicurezza sono stati tagliati circa 140 alberi: 132 sono stati ripiantati e anzi siamo una delle prime città d’Italia per verde attrezzato a disposizione del cittadino. L’amministrazione sta facendo degli sforzi importanti, con due progetti di riforestazione finanziati e avviati, altri 9 milioni per riforestare 280 ettari sulla Città Metropolitana e 30 ettari su Cagliari, oltre 10 milioni investiti per i giardini scolastici e altre aree. Viale Buoncammino e viale Trieste sono due progetti che ci permetteranno di riqualificare diminuendo la superficie impermeabilizzata e ampliando quella a garanzia degli alberi. In viale Trieste toglieremo 11.000mq di asfalto… se poi si vuole dire che c’è un sindaco motosega siamo liberi di dirlo, siamo in un Paese democratico: sugli alberi tagliati in via del Cammino Nuovo sono state dette fesserie: quelli erano Ailanthus, specie infestanti non autoctone che tutti i tecnici suggeriscono di eliminare.»

Raccolta differenziata, criticità e sviluppi futuri: «C’è ancora molto da migliorare. All’inizo del mandato però mi arrivavano tante immagini di aree con cumuli di immondezza. Quella situazione oggi non c’è. Non possiamo comunque essere soddisfatti, ci sono tanti cittadini che non si comportano correttamente e ci sono stati degli errori nella gara d’appalto. Un esempio su tutti: la valutazione dei rifiuti abbandonati è stata quotata 500 tonnellate/anno. Noi ritiriamo 500 tonnellate al mese e questo è un costo per le tasche dei cittadini. Stiamo facendo una serie di interventi dal potenziamento delle telecamere ai controlli garantiti dall’aumento dell’organico della polizia municipale. Stiamo sanzionando molti cittadini e contemporaneamente stiamo facendo formazione e informazione con le attività commerciali: in tanti continuano a mantenere i bidoni sempre esposti. Io sono convinto che in centro storico vada cambiato il sistema di raccolta, soprattutto nei quartieri Marina e Stampace e credo che a breve ci saranno delle novità.»

Dall’elezione del 17 giugno 2019, qual è la cosa che la inorgoglisce di più? «Ciò che per me vale l’intero mandato è essere riusciti ad attivare la spiaggia per disabili gravi e gravissimi. Consentire a quei cittadini che non avevano mai messo al mare e in acqua di poterlo fare, assistiti, in tranquillità e gratuitamente.»

Pensa di ricandidarsi? «Ho sempre detto che la mia intenzione è quella di continuare. In un solo mandato non si riesce a realizzare tutto quello che si programma. Il tempo medio di un’opera pubblica sotto i 5 milioni è di 5 anni. Questo ci fa capire quale sia oggi la sfida degli amministratori locali.»

Nuovo stadio del Cagliari e… la statua di Gigi Riva: a che punto siamo? «Da tifoso dico che come prima cosa rifarò l’abbonamento. Per ciò che riguarda la statua nel piazzale del Lazzaretto c’è un problema di vincoli paesaggistici. L’amministrazione ha la consapevolezza del valore e dell’importanza di Gigi Riva che a mio parere rappresenta l’emblema dell’eroe moderno. Collegare il nome della città a quello di Gigi Riva è una volontà ben precisa dell’amministrazione, ma autorizzare una statua di 2 metri all’interno della piazza del Lazzaretto è una cosa su cui andare cauti. Per lo stadio abbiamo fatto tutto quello che dovevamo fare. Siamo in attesa del progetto del Cagliari Calcio che valuteremo per poi sederci al tavolo con la Regione che ha dato la disponibilità di 30 milioni, per capire quali sono le risorse che mancano per poter dotare la città di uno stadio che non è un’opera per il Cagliari Calcio ma una struttura per la città e il volano per riqualificare l’intero quartiere. L’obiettivo dell’amministrazione è di fare di quell’area un parco dell’intrattenimento sportivo e culturale della città.»

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