Solinas: “3/4 dei pazienti fragili rifiutano dosi”. Agus: “Dichiarazioni gravi, Necessario chiarire la situazione”

Campagna vaccini – È polemica dopo le parole di Solinas, intervenuto in Consiglio regionale in occasione de Sa die de sa Sardigna a difesa della linea della Regione sul fronte della lotta alla pandemia. A far discutere soprattutto la dichiarazione in cui il presidente ha comunicato che degli ultimi 14mila soggetti fragili convocati, avessero risposto solo in 3.800. Ne abbiamo parlato all’interno di Extralive mattina, con Sergio Benoni, Giovanni Follesa, Gianluca Floris e con Francesco Agus, rappresentante dei Progressisti in Consiglio regionale: «Il suo discorso di ieri non era preparato. Il presidente ieri si è presentato in aula con un bel discorso in sardo campidanese che poi non ha potuto pronunciare perché messo alle strette dagli interventi dei capogruppo dell’opposizione. Il presidente di fatto da mesi non esternava considerazioni politiche sulle leggi in Consiglio regionale o sull’andamento della campagna vaccinale. Per “difendersi” ieri ha utilizzato l’arma del dato, con delle cifre che a nostro parere non hanno niente a che vedere con la realtà… […] I pazienti fragili sono al centro di inchieste giudiziarie che hanno portato i NAS a fare perquisizioni in tutta la Sardegna. Dire che tre pazienti fragili su quattro stiano rifiutando il vaccino, rischia di essere una menzogna conclamata. Io azzardo un’ipotesi: tre su quattro tra le persone fragilissime, che quindi hanno patologie gravemente invalidanti non hanno potuto recarsi all’hub vaccinale. Alla chiamata dell’ATS, con tutta probabilità hanno risposto “papà non può alzarsi dal letto” , “papà non può uscire di casa” o “non può fare la fila per due ore”. Esiste un problema sulla vaccinazione domiciliare che dovrebbe essere affidata ai medici di famiglia ma le fiale del vaccino Pfizer sono da 6 o da 11 dosi e c’è da rispettare una catena del freddo per cui dopo la diluizione si hanno poche ore per somministrare le dosi. Uno dei limiti dello studio dei dati in questa fase è stato l’impossibilità del declinare il “no”. Quando arriva il messaggio per la richiesta di vaccinazione ci sono persone che magari devono dire no per un motivo specifico e non necessariamente esprimono la volontà di rifiutare il vaccino. […] Al di là del mare oggi la Sardegna viene vista come un luogo più pericoloso di quello che è, perché al netto della campagna vaccinale sotto le attese, è un luogo meno pericoloso di altre zone d’Italia ma viene fatta passare per una regione insicura dove non si rispettano le regole anche a causa della Giunta regionale e del presidente che invece di rispondere alle domande si trincerano nel silenzio.»

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