“La solitudine del manager esiste, ma se ne parla poco. A guidare un’impresa si è spesso soli, soprattutto nelle piccole imprese, dove chi guida è ancora molto operativo e c’è un grosso carico di lavoro e di responsabilità. Al contempo è fondamentale fare attenzione a come si sente il team; dopo la pandemia le persone hanno una sensibilità diversa rispetto all’equilibrio vita-lavoro”.
In questa puntata di Un caffè a Radio X parliamo di business e benessere con Valeria Arca, consulente e formatrice specializzata in felicità applicata alla produttività e alle aziende, intervistata da Martina Benoni. Quello del benessere di chi guida le imprese è un tema spesso trascurato ma centrale, soprattutto in un contesto in cui a imprenditori e imprenditrici si chiede di essere allo stesso tempo visionari, operativi e sempre presenti. Un carico che nasce da una condizione di solitudine strutturale: «Ci si ritrova in quel ruolo in cui tutti ti tirano per la giacchetta, ma a te chi ci pensa?». È da questa esperienza diretta, maturata negli anni come manager di una multinazionale, che prende forma il suo lavoro di consulenza, orientato ad aiutare persone e aziende a costruire luoghi di lavoro più positivi, efficienti e sostenibili, partendo proprio dal benessere di chi sta alla guida.
Al centro della conversazione c’è il questionario “Business, benessere e futuro”, uno strumento esplorativo con cui Arca sta raccogliendo dati e percezioni su come stanno oggi le persone che tengono le redini delle aziende, soprattutto nelle piccole e medie imprese: «I primi risultati mettono in luce differenze interessanti tra chi è imprenditore e chi ricopre ruoli manageriali intermedi. Da un lato, chi guida l’azienda segnala preoccupazioni legate ai margini economici e alla sostenibilità del business; dall’altro emergono critiche sulla mancanza di chiarezza e organizzazione interna. Non manca nemmeno l’ironia amara: tra le risposte aperte qualcuno scrive “quanto imbecille è il mio capo”, strappando un sorriso ma restituendo un clima tutt’altro che disteso.»
Guardando al contesto territoriale, Arca sottolinea come in Sardegna pesino in modo particolare l’incertezza sul futuro e la difficoltà nel trovare persone qualificate per portare avanti l’impresa. Una situazione che, spiega, è legata anche alla cultura d’impresa e alla mobilità dei giovani: “In Sardegna viene vissuta un po’ di più la preoccupazione per il futuro, del non trovare persone valide per portare avanti l’impresa. Un problema reale, perché in tanti se ne vanno dall’isola.”. Tra i temi centrali un’indagine sul benessere del team e sull’equilibrio tra vita e lavoro: «Oggi non è più possibile ignorare le nuove sensibilità, soprattutto delle generazioni più giovani: se continuiamo a usare le stesse soluzioni, gli stessi strumenti per problemi diversi, mi sa che non funziona».
L’indagine non ha ambizioni di ricerca scientifica, ma vuole essere uno spazio di riflessione, anche solo per pochi minuti, per chi è sempre immerso nell’operatività quotidiana. L’obiettivo, spiega Arca, è andare oltre la raccolta dei dati e creare momenti di confronto reale: «Vorrei che alla raccolta dei dati seguisse proprio una serie di incontri in cui discuterne anche insieme a chi ha compilato, ma non solo, in modo da poter avere anche uno scambio più interattivo». Un invito a fermarsi, ascoltarsi e ripensare il modo di fare impresa, partendo esperienze che troppo spesso restano invisibili, ma che incidono profondamente sull’ambiente lavorativo.
info / Questionario “Business, benessere e futuro” su valeriaarca.com
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