Cagliari tra il buio e la luce – Un caffè a Radio X con Claudia Caredda: «Proviamo a riallacciare il rapporto tra cittadini e spazi urbani dimenticati»

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«Il format in realtà è partito dal COVID, che come tutti gli avvenimenti negativi poi suscitano sempre degli esiti positivi, perché ovviamente non potendo uscire avevo deciso di fare queste sorte di mini lezioni online di cinque minuti sulla storia di Cagliari». Claudia Caredda è l’ospite di questa puntata di Un Caffè a Radio X: ai nostri microfoni ha raccontato la nascita delle sue Stand-up History, un modo diverso di raccontare la città, nato davanti a una telecamera durante i mesi del lockdown e diventato negli anni un format capace di portare la storia fuori dagli schemi tradizionali della divulgazione: «È iniziato in rete, sì, con una telecamera, insomma, che tremava, riprendevo le foto della città a volte dal computer». Quelle lezioni si sono trasformate in un vero e proprio format, prendendo in prestito il nome e alcune modalità della stand-up comedy: «Oggi le svolgiamo in contesti informali e con strumenti di comunicazione informale», spiega Claudia, sottolineando però un elemento fondamentale: «La leggerezza del linguaggio non significa rinunciare alla qualità della ricerca. L’obiettivo è infatti un modo informale di far acquisire informazioni, però mantenendo una ricerca qualitativa dell’informazione, quindi ovviamente non sminuendo o svilendo il fatto storico».

Da questo format, fatto di aneddoti, immagini e suggestioni, è nata la rassegna Il buio e la luce: «Questo progetto nasce assieme a Giacomo Pisano con cui già da qualche anno diamo alle Stand-up History un format particolare in cui la narrazione si alterna con le suggestioni musicali, con un’atmosfera anche dark. Quest’anno il progetto si sviluppa attorno a un tema ulteriore: l’accessibilità. La rassegna coinvolge infatti realtà che lavorano con persone cieche, sorde e con disabilità motorie, con l’obiettivo di rendere questi momenti di divulgazione accessibili a pubblici diversi.»

La prima tappa autunnale (prevista per il 30 settembre) sarà alla Sala Schenk del Parco di Molentargius, scelta proprio per le sue caratteristiche di accessibilità: assenza di barriere architettoniche, dotazioni tecnologiche e buona acustica. Ma il percorso attraverserà anche altri spazi della città, ciascuno legato a una particolare storia. Tra i cinque appuntamenti in programma, quello intitolato “La nave dei folli“, ospitato all’ARC ODV e focalizzato sul tema della salute mentale, sarà dedicato alla memoria di Roberto Loddo. Un altro incontro, Il sangue è vita, in programma al Villaggio Pescatori, parte invece dall’iconografia del sangue per arrivare a parlare di vampirismo in una chiave lontana dall’immaginario cinematografico: «Non del vampirismo inteso come il vampiro americano, ma il vampirismo sociale, il disamore nei confronti della città, quindi il fatto che si è perso un po’ il sangue della città».

La rassegna si chiuderà il 26 novembre nella cripta dell’Old Square con un appuntamento dedicato al gotico.

info / tripsardinia.it

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