Bando manifestazioni di grande interesse turistico, alla cultura solo il 4%. Enzo Favata: «Dai festival come Musica sulle Bocche una straordinaria vetrina per l’isola, l’assessore si ravveda»

Dai norvegesi Nils Petter Molvaer e Trygve Seim, a The Maverick Orchestra, poi Irene Grandi con il suo concerto blues, ma anche Stefano Nosei, Peppe Servillo, Roberto Gatto, Matteo Mancuso, Anais Drago e il concerto all’alba del pianista Fabio Giachino: con 35 concerti in 30 giorni tra le spiagge più belle del nord Sardegna torna il Festival internazionale “Musica sulle Bocche”, rassegna che da oltre 20 anni unisce i paesaggi delle coste sarde ai grandi interpreti del jazz mondiale.

Il direttore artistico del festival Enzo Favata è intervenuto ai microfoni di Extralive per raccontare le novità dell’edizione 2022, che partirà il 3 agosto da La Maddalena, per poi chiudersi a Castelsardo il 30 agosto, e si è soffermato sulla ripartizione dei fondi della L.R.7/55, un bando triennale ritenuto inadeguato dagli operatori del mondo della cultura e dei grandi festival che da anni contribuiscono alla promozione turistica dell’isola, a cui è stato destinato solo il 4%: «L’assessore Chessa ha diritto di pensare e ragionare ciò che vuole. I festival rimarranno. Se non si vuole vedere una cosa, basta chiudere gli occhi e non si vede: questo è ciò che ha fatto con noi l’assessorato al turismo. I grandi festival della Sardegna creano un indotto eccezionale: non solo creiamo un’attrazione turistica ma costruiamo anche una diversa qualità dell’accoglienza. […] Il problema fondamentale è che questo bando triennale non premia le manifestazioni estive, che sono quelle a supporto degli albergatori, che hanno fatto crescere territori. L’assessore Chessa, che mi sta anche simpatico, deve ravvedersi: deve capire che noi siamo per la Sardegna, siamo al servizio della Sardegna.»

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