Continuità territoriale – Giovanni Dore a Radio X: «Col nuovo bando per la prima volta la possibilità di una concorrenza calmierata»

A pochi mesi dalla scadenza del primo bando assegnato a Volotea, che volerà sui cieli dell’isola sino alla mezzanotte del prossimo 14 maggio, in Sardegna si torna a parlare di un futuro della continuità territoriale oggi più che mai incerto e che mette a rischio l’imminente stagione turistica. L’avvocato Giovanni Dore, esperto di diritto comunitario, è tornato ai nostri microfoni per fare il punto della situazione: «Ci piace molto la suspance. Come nello scorso settembre, quando siamo riusciti ad aggiudicare il bando a Volotea per il rotto della cuffia. Ma siamo di nuovo qua: quando venne fatta la proroga ad Alitalia, che dovette cessare quasi improvvisamente per il fallimento sostanziale della compagnia, ci siamo trovati spiazzati. Quella proroga doveva durare altri 6-8 mesi e questo anticipo forzato ha creato diverse difficoltà. Oggi siamo in una situazione simile con il “bando ponte”. Il nuovo bando doveva essere pubblicato almeno 6 mesi prima della partenza della nuova gara d’appalto e del nuovo affidamento, mentre il decreto ministeriale che viene fatto di concerto tra regione e ministero, è stato pubblicato pochi giorni dopo la scadenza dei sei mesi antecedenti il 15 maggio, che era il termine ultimo per la proroga del bando d’emergenza. A gennaio, con calma, si sono tutti accorti che questo bando sarebbe stato pubblicato troppo tardi e che non c’era più tempo per fare la gara d’appalto.» Dal 16 di maggio, data di scadenza del bando, Milano e Roma potrebbero non essere più coperte dalla continuità territoriale aerea, con forti rischi di rincaro che mettono in preallarme gli operatori turistici, fiduciosi nella ripresa dopo la pandemia: «La Commissione europea aveva dato un parere fortemente negativo per la tariffa unica, ma non ha escluso la fissazione di un tariffario massimo. Il bando della Regione si è concentrato esclusivamente sulla tariffa residenti, che d’inverno può essere utilizzata anche da chi si muove per lavoro. Per via degli algoritmi delle lowcost, quindi, quando c’è molta richiesta e i posti stanno finendo, i prezzi crescono. Questo può creare dei problemi per chi ha delle date fisse o dei tempi contingentati. Per l’estate sono però moderatamente positivo: nel momento in cui verrà pubblicato il nuovo bando si aprirà per la prima volta la possibilità di una concorrenza calmierata. Le compagnie possono aderire anche in quantità superiore a uno, cosa che non può avvenire con la gara d’appalto, che determina il monopolio, e allo stesso tempo possono persino dare un’offerta doppia rispetto alla minimale richiesta nel bando. Verrà meno il principio dell’esclusiva: il nuovo bando senza oneri è aperto, quindi potrà capitare che nel mese di agosto una compagnia voglia entrare nel mercato della Sardegna e generare un fenomeno di concorrenza calmierata, dato che il numero di voli e il prezzo del biglietto per i residenti dev’essere rispettato. Una situazione senza precedenti. In Italia, tante volte, ciò che è provvisorio diventa definitivo e se per caso questo bando “misto” funzionasse durante l’estate non è detto che non possa essere poi confermato anche per l’autunno.» Resta in ballo però anche l’ipotesi compagnia sarda: «Tutt’altro sistema di funzionamento, che potremmo paragonare a quello della Corsica, dove però ci sono due condizioni che dovrebbero essere soddisfatte: il contributo dovrebbe essere innanzitutto molto maggiore. La continuità territoriale corsa utilizza circa 90 milioni per una popolazione che è un terzo di quella della Sardegna. In secondo luogo la compagnia dovrebbe essere gestita da grandi professionisti in modo da essere perfettamente sostenibile dal punto di vista economico. Se la Regione dovesse pensare di fare un’operazione di questo tipo non potrà certamente farlo con leggerezza.»

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