Covid-19, da lunedì Sardegna in zona gialla: «Per i cittadini non cambia nulla, ma gli ospedali sono in affanno»

«Stando ai dati di ieri siamo fuori dai parametri della zona bianca: le terapie intensive sono occupate al 15% con il limite fissato al 10, i ricoveri in area medica sono al 17% col limite di 15 e l’incidenza è abbondantemente oltre.»

Chicco Fresu, direttore di YouTG.net, è intervenuto ai microfoni di Extralive, con Sergio Benoni e Giovanni Follesa, per fare il punto della situazione sulla gestione dell’emergenza Covid-19, dopo l’impennata di ricoveri e contagi che porteranno l’isola in zona gialla già dalla giornata di lunedì: «Per i cittadini non cambia niente per quanto riguarda le restrizioni. Le restrizioni, valide per i non vaccinati, saranno presenti solo in caso di zona arancione. Per gli ospedali però la zona gialla significa un cambiamento significativo: qualche giorno fa sono stati comunicati finalmente nel dettaglio i numeri dei posti in terapia intensiva.» Nell’isola sono infatti 220 i posti totali in terapia intensiva, di cui solo 92 destinati ai pazienti Covid: «In caso di necessità, la Regione ha assicurato di poterne attivare altri 27. Ma questo vorrebbe dire distogliere personale che si occupa di altri pazienti. Ricordiamoci quindi che se anche per noi non cambia nulla, per gli ospedali invece la zona gialla significa che il sistema sta andando molto in affanno.» Necessario oggi confidare nel senso di responsabilità dei cittadini: «Il tracciamento è fuori controllo. Si stanno moltiplicando anche le classi in quarantena. Vi racconto un paradosso: in una classe di una scuola cagliaritana si sono verificati due casi di positività. Sono finiti in quarantena anche i ragazzini con due dosi di vaccino, ma non quelli che ne avevano una. Perché? A leggere tra le righe del decreto è stato stabilito che chi ha effettuato da più di 120 giorni la seconda dose di vaccino è più a rischio di chi ha fatto la prima da poco. Nei prossimi giorni probabilmente ci sarà un vertice a Cagliari per stabilire le linee di comportamento: il sindaco Paolo Truzzu è per la linea “aperturista”, che credo sia anche condivisibile.»

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