Festino dei senatori sardi durante il voto: «Atteggiamento inaccettabile da chi occupa un ruolo istituzionale»

Ha fatto discutere nella giornata di ieri il contenuto di un video diffuso su Whatsapp che documentava una festa privata a cui hanno preso parte Vittorio Sgarbi, Antonio Razzi, e quattro parlamentari sardi, Carlo Doria, fedelissimo del governatore Christian Solinas, l’ex sindaco di Cagliari Emilio Floris, la leghista barbaricina Lina Lunesu e Giuseppe Luigi Cucca, oggi con Italia Viva di Matteo Renzi.

Il video pubblicato da Sardiniapost

A destare indignazione alcune frasi dei parlamentari, che nel video ironizzavano sull’elezione del presidente della Repubblica, felici di poter fare “una cena ogni sera”. Ne abbiamo parlato all’interno di Extralive mattina con Sergio Benoni, Giovanni Follesa e in collegamento con Alessandra Carta, giornalista della redazione di SardiniaPost: «È diritto di ogni persona invitare a casa propria chi si vuole, come si vuole. Quando però si ricopre una carica istituzionale è forse un po’ meno appropriato che i cittadini vengano sbeffeggiati insieme alle istituzioni. Questo video documenta delle persone in festa che se ne fregano di quello che succede fuori e dentro i palazzi e che si augurano che l’elezione del presidente della Repubblica vada avanti sino al 14 febbraio per fare ogni giorno una cena e una festa mentre nelle città c’è una situazione economica molto difficile.» La giornalista di Sardiniapost si è soffermata anche sulla recente bocciatura del “Piano casa” con la sentenza della Consulta, depositata ieri, che ha riscontrato 21 dichiarazioni di illegittimità, 13 di non fondatezza, 3 di inammissibilità: «L’ultima sentenza salva il PPR nella sua impostazione. Un documento che ha permesso ai sardi di capire quanto l’ambiente sia una risorsa. L’ambiente non si può preservare con gli aumenti volumetrici sulle coste, è necessaria la massima tutela. All’interno di questa legge erano previsti gli aumenti all’interno della fascia dei 300 metri e una revisione dei volumi anche nelle zone agricole e attorno ai beni identitari.»

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