In Sardegna la protesta dei fragili: «Ignorati dalle istituzioni, in tanti nel limbo»

Mentre in Italia si inizia a parlare di una possibile apertura dei vaccini a tutte le fasce di età, in Sardegna migliaia di persone con patologie gravi non riescono a far valere il proprio diritto alla vaccinazione prioritaria a causa di un sistema confuso e disorganizzato. Aurora Simeone, coordinatrice della protesta dei malati fragili in Sardegna è intervenuta ai microfoni di Extralive mattina per denunciare le difficoltà dei tanti fragili ancora in attesa del vaccino: «Una situazione allucinante e offensiva. Oltre ad averci accusato di rifiutare il vaccino, la giunta lo scorso 16 aprile ha cambiato le regole rispetto al piano vaccinale nazionale. Stiamo preparando tre nuovi esposti e i ricorsi in urgenza. Stiamo scrivendo a Figliuolo, a Mattarella, ai senatori sardi. Speriamo che almeno loro non ci ignorino. La cosa tremenda è che ieri il 30% circa delle persone convocate dall’ATS a partire dal portale di adesione al piano, a Quartu, sono state mandate via perché all’hub non c’erano i vaccini adatti. Stiamo studiando i casi ormai dal 4 di aprile, perché non si capisce la logica: chi viene convocato e non fa il vaccino finisce in quello che noi stiamo chiamando “il limbo”, e oggi ci ritroviamo con persone in questa situazione da più di un mese.»

Una situazione preoccupante che sembra sia stata lasciata al buonsenso dei singoli medici: «negli ultimi due giorni il nostro gruppo è quasi triplicato come numeri. Le persone ci chiedono aiuto e stiamo preparando dei fogli di FAQ. Siamo tutti volontari e tutti fragili in attesa di vaccino. Ci stiamo sostituendo all’istituzione e questo è inaccettabile.»

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