Liberalizzazione cannabis, dagli Stati Uniti un esempio da seguire: «La politica italiana ha difficoltà ad affrontare temi divisivi»

«Siamo davanti a una campagna elettorale infarcita di slogan di cui siamo tutti un po’ stufi, e in cui si affrontano poco i temi caldi. Temi importanti per la nostra società su cui anche all’interno del parlamento non si riesce a legiferare.» L’avvocato Giovanni Dore è intervenuto questa mattina ai microfoni di Extralive per discutere di un tema importante come quello della liberalizzazione delle droghe leggere, tra i grandi assenti nella discussione politica che precede le elezioni del prossimo 25 settembre.

«Nei bacchettonissimi States» scrive Dore sul suo profilo facebook, «il primo aprile scorso la Camera dei deputati ha approvato una legge per decriminalizzare la cannabis a livello federale, e a luglio il leader della maggioranza democratica al Senato Schumer ha presentato il Cannabis Administration and Opportunity Act, per toglierla dall’elenco nazionale delle sostanze controllate. A New York l’uso medico della marijuana era legale dal 2014, ma ora si è aggiunto quello ricreativo. Il processo per l’assegnazione delle licenze dei “Conditional Adult-Use Retail Dispensary” è appena cominciato, e darà la precedenza ai cittadini che erano stati condannati per reati legati all’erba, prima della decriminalizzazione. Una specie di mea culpa dello Stato. Ora ogni adulto sopra i 21 anni può possedere fino a 3 once di cannabis e 24 grammi di concentrato per uso personale.
Le autorità stimano che il mercato della cannabis valga 4,6 miliardi di dollari all’anno nel solo Stato di New York, che saliranno a 5,8 nel 2027. Sulle vendite verranno imposte tasse statali del 9% e locali del 4%. L’ufficio del governatore prevede che lo stato guadagnerà circa 363 milioni di dollari all’anno, e verranno creati fra 30mila e 60mila posti di lavoro. Il 40% dei ricavi fiscali verrà investito nelle comunità più colpite dalla “guerra alle droghe”, cioè quelle nere e ispaniche; un altro 40% andrà alle scuole pubbliche; e il restante 20% ai programmi per trattare e prevenire la tossicodipendenza.»

In Italia le forze dell’ordine e la giustizia concentrano enormi sforzi per la “lotta” alla produzione/vendita di droghe leggere. Solo in Sardegna sono aperti decine di processi penali per capire se le coltivazioni scoperte siano o meno legali: «La politica italiana ha difficoltà ad affrontare temi divisivi come questi che anche in campagna elettorale non vengono discussi a dovere. Prima delle elezioni sarebbe utile che dai partiti arrivassero delle risposte nette rispetto a temi importanti come la liberalizzazione delle droghe leggere, diritti LGBT, aborto e diritto alla cittadinanza.»

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