“You can’t kill time with your heart” – Intervista con Sonia Borsato, nuova responsabile arti visive dell’EXMA: «Cagliari città vibrante»

«Questa nuova opportunità mi ha fatto provare la stessa sensazione che si provava da piccoli dopo aver scritto la letterina di Natale, e d’improvviso, sotto l’albero scoprivi che i regali che volevi erano arrivati davvero. Non so se ho l’ingenuità di chi sin ora l’ha vissuta sempre da turista, però Cagliari è incredibilmente fertile, ricca, vibrante. Sento che ha tantissime possibilità: una duchessa elegante che sa anche divertirsi.»

Dal 5 marzo al 22 maggio la Sala delle Volte del centro comunale d’arte EXMA ospita “”Non puoi uccidere il tempo col cuore”, mostra di pittura prodotta dal Consorzio Camù e curata da Sonia Borsato con l’allestimento di Salvatore Campus, che attraverso le opere di Silvia Mei, Narcisa Monni, Veronica Paretta, Vincenzo Pattusi, Paolo Pibi e Giuliano Sale prova a tirare le fila di una generazione artistica, quella dei nati tra la fine degli anni 70 e l’inizio degli 80. Ne abbiamo parlato all’interno di Extralive con Sergio Benoni, Giovanni Follesa e con Sonia Borsato, docente di Storia dell’Arte e Museologia Contemporanea all’Accademia di Belle Arti di Sassari e nuova responsabile delle arti visive del centro d’arte cagliaritano: «Questa mostra racchiude tutte le cose che pensavo dovessero essere fatte in questo momento. Di tutti gli orpelli convenzionali che normalmente gravano sulle mostre non mi interessa più. Volevo invece alleggerire da questa pesantezza il processo culturale e dare un messaggio che sia sempre più feroce e incisivo sul mondo del contemporaneo, perché è questo che l’arte deve fare. Il titolo è una citazione di David Foster Wallace per vari motivi: perché lui è un’icona generazionale, ma anche perché questa frase parla tantissimo di noi identificando due aspetti che sono stati i grandi assenti degli ultimi due anni: il tempo e l’inevitabilità di guardarci in faccia e chiederci chi siamo. […] Una mostra di pittura che racconta la generazione “Ryanair”, quella con il trolley sempre pronto che ha vissuto la sensazione illusoria di avere tutto il mondo in mano ma in realtà conosce molto bene solo uno sradicamento: persone che non appartengono più al proprio luogo d’origine, non riescono a integrarsi totalmente e vivono con una sorta di nostalgia che non è quella di casa ma di un possibile agognato.»

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