Da Parigi a Santa Greca: la storia centenaria dei primi giostrai dell’isola :: Un caffè a Radio X con Rossella Duville

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Rossella Duville in consolle - A lato la prima giostra della famiglia Duville in Sardegna, (Santa Greca, 1920)

«La foto più antica che abbiamo della nostra giostra è alla festa di Santa Greca: c’è ancora la vecchia chiesa sullo sfondo». È da questo frammento di memoria che prende forma il racconto di Rossella Duville, Business Manager di Wonderland Sardegna, ospite di Giuseppe Murru nella prima puntata del 2026 di Un caffè a Radio X. Una storia che attraversa un secolo, parte da Parigi, passa per la Corsica e arriva in Sardegna, seguendo il percorso di una famiglia di giostrai che ha portato sull’isola per la prima volta lo spettacolo viaggiante.

Il cognome tradisce subito un’origine non sarda: «Arriva dal mio trisavolo parigino, giostraio nomade, che scappa dalla Francia, fa questo viaggio in Italia, poi conosce qui la sua futura moglie italiana e arriva fino alla Sardegna. Si ferma in Corsica, poi arriva in Sardegna, si innamora di questa terra, scopre che qui non esistono le giostre. Allora torna a Parigi, prende la sua giostra, ereditata dalla famiglia, e la porta qui».

La prima apparizione pubblica di quella giostra risale ai primi decenni del Novecento: «La prima tappa è stata la festa di Santa Greca. La foto più antica che abbiamo è proprio lì». Un momento fondativo per una tradizione che si è poi diffusa in tutta l’isola: «Da quella prima festa la gente ha cominciato a scoprire il piacere di portare i bambini alle giostre, e la famiglia ha iniziato a girare per la Sardegna». Si trattava di strutture completamente diverse da quelle attuali: «Parliamo di giostre antichissime, fatte a mano, completamente artigianali. Una aveva degli asinelli che la facevano girare».

Rossella oggi rappresenta una nuova fase di questo percorso: «Non sono l’unica erede, però come progetto, come format sono l’unica. E sono anche l’unica che è tornata a lavorare in Francia». Per tre estati ha portato oltralpe la sua giostra, il Music Express: «Sono la prima Duville che è ritornata in Francia. Ho lavorato nel sud, ma mi hanno raccontato che ci sono ancora Duville che fanno i giostrai al nord, vicino a Parigi».

Nonostante la modernizzazione del settore, Rossella è convinta che l’essenza del luna park non sia cambiata: «Noi siamo una categoria fortunata perché svolgiamo un’attività che non può essere sostituita dall’intelligenza artificiale. Non è possibile riprodurre il divertimento di una giostra. Lo stupore che si prova a salire su una giostra resta sempre lo stesso». E c’è anche una dimensione sociale che resta centrale: «È un divertimento che si vive insieme. A luna park difficilmente una persona viene da sola. Si viene in famiglia, con gli amici, con la fidanzata. E ci si gode tutto al cento per cento».

Il lavoro, però, è tutt’altro che leggero. «Più che un lavoro è uno stile di vita. C’è ancora l’idea che chi lavora nello spettacolo si diverta e basta. In realtà io non ho un giorno libero da mesi, le ferie arrivano a marzo. È vero che faccio divertire, ma per me non è un gioco». Accanto alle giostre, Rossella coltiva altre passioni: è infatti una nota DJ e si è impegnata politicamente nella vita del suo paese: «Ho sentito la necessità di fare qualcosa per il sociale, per i giovani, per gli eventi».

Wonderland Sardegna resterà aperto fino al 1 febbraio: « Vi aspetto tutti i venerdì, sabato e domenica, dalle 16 alle 21». Un invito che Rossella lancia con semplicità e che suona come la prosecuzione naturale di una storia cominciata cento anni fa tra una giostra, una festa di paese e la meraviglia di chi, per la prima volta, vedeva girare quei cavallini.

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