Cagliari vista da vicino, nei dettagli che spesso sfuggono, nei ricordi che resistono al tempo e nei giochi social che diventano comunità. È questo lo sguardo che Valentina Ragazzo, conosciuta sui social come Vale Passaparola, porta ogni giorno sulle sue pagine “Aguzza Cagliari” e @valepassaparola_cagliari e @wearecagliari_reels. Di questo e molto altro abbiamo parlato con lei ai microfoni di Un caffè a Radio X.
Prima di diventare una delle voci social più riconoscibili nel racconto della città, Valentina arriva da un percorso molto diverso: «Ho studiato giurisprudenza, poi sono andata a Milano e ho fatto svariati master alla Bocconi. Ho studiato controllo di gestione nella sanità perché ho lavorato per aziende di famiglia». Un percorso solido, che a un certo punto lascia spazio a una domanda radicale: «Nel 2017 mi sono ritrovata a guardarmi intorno e a dire: che cosa faccio della mia vita?». È lì che nasce Vale Passaparola: «Ho cominciato a circolare per Cagliari, a girare, a fotografare, a fare video e ho creato un sito web. Si chiamava valepassaparola.it e raccontavo anche i ricordi delle altre persone. Come quello dei balconi addobbati per Sant’Efisio. Sino agli anni ’70 dai balconi si poggiavano tappeti, tovaglie ricamate e si lanciavano petali. Era un rito, un’usanza che andrebbe ripresa. La scintilla è stata una sorta di sentimento materno nei confronti di Cagliari. La vedevo bistrattata e snobbata dagli stessi cagliaritani. Io riuscivo a vedere oro sotto la polvere».
Dopo l’inevitabile passaggio sui social, nasce l’idea di Aguzza Cagliari: «Un modo di divulgare la cultura e la bellezza di Cagliari attraverso dei quiz, tra foto camuffate, dettagli architettonici e giochi come “trova l’intruso”.» Un format che crea partecipazione vera: «Arrivo a rispondere a cinquecento, seicento messaggi per ogni story. La community si crea con l’interazione». E oggi la community che esce anche dallo schermo: «Ho creato dei tour, per esempio all’ospedale militare. Eravamo una trentina. È una community non solo online, è una community di persone che si incontrano, unite dalla voglia di conoscere Cagliari, dall’amore per la cultura e dal desiderio di vedere Cagliari migliorare e crescere. E dal desiderio di guardare la città con il naso all’insù».
La sua seconda pagina, “We Are Cagliari Reels”, nasce da un episodio sgradevole, l’hackeraggio della pagina principale: «Riguarda le abitudini, i trend, i tic e i vizi dei cagliaritani. Alcuni reel sono suggestivi, altri più pungenti e creano polemica». Tra i temi affrontati, anche il futuro della città: «I quattro quartieri storici centrali sono destinati a diventare turistici, ma ci sono quartieri considerati marginali che potrebbero essere ripresi e resuscitati, come San Michele o Genneruxi». In chiusura, uno sguardo su un luogo che racchiude l’essenza della città: «Quel piccolo golfetto, il canale sotto il vecchio ponte della Scafa, vicino alla Motomar. Ci sono ricordi, foto stupende, i ragazzi che si tuffavano, gli anziani che pescano. È un posto meraviglioso».
info / @valepassaparola_cagliari / @wearecagliari_reels
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