Qibu, il seme della cultura per far rinascere le comunità rurali :: Un Caffè a Radio X con Claudia Benaglio

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«L’idea di Qibu nasce nel 2017, quando ho partecipato a un bando della Regione Sardegna per rivitalizzare le zone rurali: volevamo creare un’impresa culturale nel cuore dell’isola, mettere un seme per far crescere qualcosa di nuovo nelle aree che si stanno spopolando. Un progetto che parte dalle campagne e dalle persone del territorio, ma che possa anche aprirsi all’internazionale».

Il nome richiama, in alcune varianti locali della lingua sarda, l’idea del seme e del germoglio: piantare cultura nelle zone interne per generare relazioni, occasioni e nuove economie. Con Claudia Benaglio, ospite di Un caffè a Radio X con Giuseppe Murru, siamo andati alla scoperta di Qibu, impresa creativa attiva a Isili che unisce arte, comunità e turismo per rigenerare i territori rurali della Sardegna: «A Isili c’è un artigianato che è un fiore all’occhiello per la Sardegna. Un sapere che non è solo tecnico ma anche culturale e linguistico, come dimostra l’arbaresca, linguaggio usato dai ramai per comunicare tra loro senza farsi comprendere dai clienti, oggi oggetto di studi e di una recente pubblicazione.»

Qibu nasce con uno sguardo locale ma cresce aprendosi al mondo, con uno spazio che oggi è sede di residenze, laboratori e incontri, simbolo di un passaggio generazionale che diventa anche progetto culturale, che nel tempo ha sviluppato un collegamento privilegiato con la Spagna, in particolare con Barcellona: «Abbiamo iniziato a costruire relazioni con artisti internazionali, ma sempre lavorando insieme alle persone del territorio. Gli artisti vengono attratti dall’immaginario sardo, dalle bellezze naturali, ma soprattutto dalle storie custodite dalle artigiane e dagli artigiani locali.»

Un’attenzione particolare è riservata al lavoro con la comunità e all’incontro tra generazioni: «Se i percorsi vengono condotti con naturalezza, lasciando creare le persone senza incidere troppo, è meraviglioso: non esce fuori solo il valore dell’arte, ma anche un grande valore umano. Bambini di pochi anni e anziani oltre gli ottanta condividono esperienze che diventano occasioni di relazione e crescita reciproca.»

info / @qibusas

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