“La Cineteca Sarda nasce intorno all’idea che il cinema fosse un mezzo non solo di comunicazione e di espressione artistica, ma fosse anche un mezzo per attivare formazione ed educazione del pubblico, non solo sull’audiovisivo ma più in generale sulla cultura”.
Antonello Zanda, direttore del Centro Servizi Culturali della Società Umanitaria – Cineteca Sarda di Cagliari è l’ospite di Giuseppe Murru in questa puntata di Un caffè a Radio X. Con lui abbiamo ripercorso i sessant’anni di questo importante progetto: non solo un archivio di immagini, ma uno strumento attivo di crescita culturale che prese forma nel 1966, in un contesto segnato da forti difficoltà sociali e da un alto tasso di analfabetismo. In quegli anni, spiega Zanda, “l’unico modo per vedere i film era andare al cinema oppure utilizzare il circuito culturale con pellicole a 16 mm”, proiettabili anche in scuole, biblioteche e spazi piccoli. Da qui prese forma un sistema basato sulla diffusione delle competenze: “Noi dovevamo formare i formatori, perché due o tre operatori non potevano fare un lavoro regionale”.
Oggi la Cineteca si occupa di raccogliere, conservare e valorizzare materiali audiovisivi: “Il nostro compito è recuperarli, conservarli a lungo termine, restaurarli, digitalizzarli e rimetterli in circolazione”. Tra i progetti più significativi c’è quello sul cinema di famiglia, avviato nel 2011: “Filmati di battesimi, matrimoni, gite, ma anche grandi tradizioni raccontate da un punto di vista personale”. Un patrimonio che oggi conta “13.000 bobine” digitalizzate e restituite gratuitamente ai proprietari, e che, quando possibile, tornano a vivere in nuovi contesti: “Abbiamo partecipato alla produzione di più di 60 film mettendo a disposizione materiale d’archivio”.
La Cineteca Sarda continua a operare come servizio pubblico, con biblioteca e mediateca aperte a tutti negli spazi di Sa Manifattura a Cagliari. Nonostante le difficoltà, come la mancanza di una sala di proiezione, resta un punto di riferimento per chi lavora con le immagini e per chi vuole riscoprire la memoria audiovisiva dell’isola: “Questa è solo una minima parte del lavoro che facciamo, perché noi lavoriamo anche sulla fotografia, sulle registrazioni sonore e sui filmati non soltanto del cinema di famiglia, ma anche dei più grandi documentaristi.”
info / https://www.cinetecasarda.it/
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