Dal Canada a Capitana – Un Caffè a Radio X con Charlotte Fortier-Mutzl: «Cercavo un posto nel mondo, ho trovato la Sardegna»

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«Lo slow living è una delle cose che amo di più qui: vivere il momento, godersi la famiglia. È molto più semplice farlo, perché non c’è la pressione costante di lavorare sempre di più. E poi mi affascina il legame che le persone hanno con la loro storia, con tradizioni che esistono da migliaia di anni e che continuano ancora oggi».

L’ospite di Ilene Steingut in questa puntata di Un Caffè a Radio X è Charlotte Fortier-Mutzl, giovane ragazza canadese che ha scelto l’isola come nuova casa per sé e per la sua famiglia, trasformando un cambiamento di vita radicale in un progetto personale e professionale. Attraverso i social racconta una Sardegna vissuta, quotidiana e autentica, diventando un punto di riferimento per chi sogna di trasferirsi o semplicemente di scoprirla oltre i luoghi comuni.

Nata in Québec e cresciuta tra Canada e Florida, Charlotte lascia presto un contesto familiare complicato e inizia a costruirsi da sola il proprio percorso. A vent’anni prende una decisione netta: «Ho venduto la macchina e tutto quello che avevo e ho deciso: devo andare via dagli Stati Uniti». Dopo un viaggio attraverso l’Europa, l’Italia, in particolare Roma, diventa un punto di svolta: «Mi sono innamorata dell’architettura, dei parchi, della gente, del modo di vivere». Nonostante le difficoltà iniziali, tra lavori precari e corsi di yoga improvvisati nei parchi, riesce a trovare una propria stabilità. Ed è proprio a Roma che incontra il futuro marito, con cui costruisce una famiglia.

Dopo gli anni della pandemia, però, emerge l’esigenza di un cambiamento più profondo: «Cercavamo un posto più tranquillo, più sereno, volevamo qualcosa di stabile». La Sardegna entra nella loro vita quasi per caso: «Non sapevo nemmeno che esistesse, in realtà». Eppure, quella scoperta si trasforma in una scelta definitiva. Oggi Charlotte, suo marito e i suoi due figli vivono tra Capitana e Flumini, dove gestiscono strutture ricettive e lavorano a un progetto più ampio legato al turismo esperienziale.

Sui suoi canali social, Charlotte oggi racconta una Sardegna lontana dagli stereotipi, fatta di relazioni, natura e quotidianità, parlando dell’isola a un pubblico internazionale, ma anche locale: «Ho iniziato per provare a scoprire la Sardegna, ma poi sono stati i sardi stessi a guidarmi, consigliandomi luoghi, invitandomi nei loro paesi. Si è creato un legame che mi mancava».

Accanto agli aspetti più affascinanti, non mancano le differenze culturali: «Il modo di guidare delle persone, qui, mi preoccupa», racconta sorridendo «o ancora qui avete l’abitudine di toccare bambini e cani senza chiedere, o di salutarsi con baci anche tra sconosciuti.» Piccoli shock culturali che diventano però parte di un processo di adattamento più ampio, raccontato spesso con ironia anche nei suoi contenuti online, come nel caso della “Italian science”: «Vivendo qua in Italia ho notato delle strane cose che le persone fanno ma che non sono necessariamente scienza. Tanta gente qua mi racconta che non si può fare il bagno per tre ore dopo aver mangiato perché altrimenti si muore. Non l’avevo mai sentita questa cosa perché noi non abbiamo… non esiste. No, non esiste. E poi c’è un altro mistero. Il “colpo d’aria”, o il fatto che se non ti vesti abbastanza caldo poi avrai un raffreddore.»

La scelta della Sardegna si rafforza soprattutto pensando ai figli: «È un posto ottimo per crescere i bambini. C’è la natura, ci sentiamo al sicuro, e ogni weekend possiamo scoprire qualcosa di nuovo». Un’educazione che Charlotte e il marito costruiscono tra lingue, viaggi e apertura culturale: «I nostri figli crescono parlando inglese e italiano, con il francese all’orizzonte, e con un’idea di mondo ampia e stratificata.»

Guardando al futuro, il progetto si espande: oltre alle attività turistiche, Charlotte sta lavorando per ottenere la cittadinanza italiana e sogna un’azienda agricola con fattoria didattica e vigneto: «Vorremmo creare qualcosa che unisca ospitalità e terra, anche per dare più spazio ai nostri figli. Stiamo lavorando tanto, ma vogliamo anche goderci la vita. Non vogliamo essere troppo impegnati. […] Io racconto la Sardegna perché la sto scoprendo anch’io, ogni giorno. E forse è proprio questo il punto: non smettere mai di guardarla con occhi nuovi».

info / @americanmominthemed

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