Ritratti di Ombre – Claudia Mandas a Incipit

claudiamandas incipit

Il silenzio dei cimiteri come spazio di ascolto, la poesia come antidoto all’oblio, la letteratura come ricerca dell’essenza oltre le maschere dell’apparenza. Sono questi alcuni dei temi al centro della seconda puntata della stagione di Incipit, il programma di Radio X condotto da Giovanni Follesa, che ha ospitato Claudia Mandas per parlare del suo libro “Ritratti di Ombre“, pubblicato da Il Maestrale.

Il volume nasce da un’esperienza personale e profonda: la prima visita al cimitero monumentale di Bonaria, a Cagliari. Un luogo che per l’autrice si è trasformato subito in fonte di ispirazione poetica: “Mi ero recata là per costruire un’unità didattica per la scuola, ma in realtà pian piano quello che è emerso in me è stata l’esigenza di scrivere dei versi. Scrivere dei versi perché il camposanto è, secondo me, un luogo poetico per eccellenza, è un luogo di grande, fortissima ispirazione”.

Da quell’incontro con le tombe monumentali scolpite da Giuseppe Sartorio è nato un libro composto da venticinque testi (ventiquattro più uno) tra poesie, monologhi e racconti liberamente ispirati alle sepolture di Bonaria, ma con uno sguardo universale: storie che parlano non solo dei singoli defunti, ma di molte altre vite e molte altre assenze. Il titolo ruota attorno al concetto di ombra, parola chiave del progetto. Per l’autrice rappresenta innanzitutto “la vita in un mondo oltre”, ma assume anche altri significati: memoria collettiva, voce degli esclusi, metafora della letteratura stessa.

Nella seconda parte della trasmissione, dedicata ai libri del cuore degli ospiti, Claudia Mandas ha scelto Uno, nessuno e centomila di Luigi Pirandello: al centro della sua riflessione, il tema dell’identità frammentata e delle maschere sociali, ancora oggi attualissimo: “Oggi siamo molto portati attraverso i social e non solo a mostrare un’apparenza e l’essenza scompare: è importante riuscire a capire che oggi probabilmente stiamo perdendo l’essere e stiamo invece andando a concentrarci troppo sull’apparenza, su ciò che è effimero e non autentico. Questo libro piace ancora tanto ai giovani: rimangono colpiti secondo me perché non è un libro come tanti altri che dà risposte, ma è un libro fortemente interlocutorio che porta a porsi delle domande, dà pochissime risposte e queste risposte sono molto originali.”.

Incipit è realizzato con il contributo della

ASCOLTA LA PUNTATA