Le nostre tracce – Marta Cicilloni a Incipit

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Le distanze emotive e geografiche, il disorientamento di una generazione sospesa tra precarietà e ricerca di sé, il bisogno di autenticità in un’epoca dominata dalla comunicazione digitale. Sono questi alcuni dei temi al centro della nuova puntata di Incipit, il programma condotto da Giovanni Follesa, che ha ospitato Marta Cicilloni per parlare del suo romanzo “Le nostre tracce“, pubblicato da Narrazioni Clandestine.

Il libro racconta la storia di Tommaso e Vittoria, due ragazzi che si conoscono dai tempi del liceo e che, dopo anni trascorsi seguendo strade diverse, finiscono per rincontrarsi. Lui ha scelto di vivere a Londra, lei è rimasta in una città del Sud Italia: il romanzo segue i loro punti di vista, mettendo in scena caratteri opposti e modi diversi di affrontare sentimenti, distanze e relazioni. Al centro del racconto anche una riflessione sul presente e sulle difficoltà della generazione dei trentenni, chiamata a costruire il proprio percorso senza riferimenti chiari, figli di un’età sospesa, diversa da quella vissuta dai propri genitori. Uno smarrimento che nel romanzo prende forma attraverso relazioni intermittenti, partenze, ritorni e comunicazioni continue che spesso finiscono per generare incomprensioni: «Adesso siamo tanto esposti alla comunicazione, ma spesso questa tanta comunicazione anche da remoto ci porta a fraintendimenti continui». Il titolo “Le nostre tracce” richiama sia le tracce musicali, presenza costante nel libro, sia quelle lasciate nelle vite degli altri, spesso inconsapevolmente: «Per tracce intendevo anche quelle tracce che lasciamo un po’ nella vita degli altri, delle cicatrici emotive e delle conseguenze invisibili che le relazioni producono nel tempo. Il romanzo attraversa così temi come la distanza, l’incomunicabilità e il desiderio di ritrovare una connessione autentica».

Nella seconda parte della trasmissione, dedicata ai consigli di lettura, la scelta dell’autrice è “Ti prendo e ti porto via” di Niccolò Ammaniti, autore su cui ha anche realizzato la propria tesi di laurea. Una scelta dettata dal forte impatto che la narrativa di Ammaniti ha avuto sul suo immaginario, soprattutto per la capacità di raccontare la realtà attraverso una scrittura diretta, fatta di dettagli e azioni più che di lunghe descrizioni.

Incipit è realizzato con il contributo della

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