La ricerca di sé come percorso non lineare, il peso delle relazioni familiari, il conflitto tra tradizione e contemporaneità. Sono questi alcuni dei temi al centro della nuova puntata di Incipit, il programma condotto da Giovanni Follesa, che ha ospitato Massimo Granchi per parlare del suo romanzo La tessitrice del tempo, pubblicato da Arkadia.
Il libro nasce da un’intuizione tanto insolita quanto suggestiva: il mondo della tassidermia, scoperto dall’autore durante una visita al Museo di Scienze Naturali di Siena. Da qui prende forma la storia di Teodora, giovane protagonista alle prese con un percorso di crescita che la porta a interrogarsi sulla propria identità, sospesa tra le aspettative della madre Chiara e il legame profondo con il nonno Paride, maestro tassidermista. Attorno a lei si sviluppa un intreccio che tiene insieme formazione personale e dinamiche affettive: «Io curo molto i rapporti interpersonali, i rapporti familiari. Per me sono la base di sviluppo della mia narrazione». Il romanzo segue così un’evoluzione segnata da incertezze e deviazioni, in cui trovano trovano spazio anche elementi contemporanei come il blog di Teodora, che la porta a confrontarsi con una dimensione globale, e incontri simbolici come quello con una pittrice anziana destinata a lasciare un segno profondo nella sua crescita.
Nella seconda parte della trasmissione, dedicata ai consigli di lettura, Granchi propone Variazioni sul tema di Martino Giordano, un romanzo che affronta il tema della transizione di genere attraverso due protagonisti, Lidia e Leo, impegnati in contesti diversi ma accomunati dalla stessa esigenza di riconoscersi: «Dobbiamo arrivare a una società in cui queste cose vengono vissute con assoluta naturalezza, c’è ancora una grande necessità di continuare a interrogarsi su identità e diritti.»
Incipit è realizzato con il contributo della

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