L’ospite di questa puntata è Davide Piras con il suo romanzo “Femmenella“: un libro ambientato nella Sardegna fascista che affronta il tema dell’omosessualità attraverso la storia di un ragazzo, segnato fin da giovane da un soprannome dispregiativo destinato a seguirlo per tutta la vita.
Il romanzo nasce da un intreccio tra memoria storica e territorio, partendo dalle vicende degli omosessuali mandati a lavorare a Carbonia durante il regime per poi costruire una narrazione che attraversa diverse zone dell’isola. Al centro c’è la scoperta dell’amore tra Manu e Andrea, entrambi adolescenti: “La storia parte da quel momento in cui la nostra identità sessuale non è ancora definita: Manu e Andrea hanno solo quattordici anni e non sanno ancora se quello che provano sia ammirazione o qualcosa di più. Poi, nel corso della storia, capiranno che non era ammirazione, ma era proprio un sentimento più forte, anche ricambiato.”
Intorno ai due protagonisti si muove una società oppressiva, fatta di sospetti e giudizi: “Quando ti appioppano il nomignolo non se lo dimentica più nessuno”. Così, il termine “femmenella”, di origine campana e usato in senso dispregiativo, diventa una condanna sociale nel contesto della Sardegna fascista, in un’epoca in cui – ricorda l’autore – “i fascisti non riconoscevano l’omosessualità e cercavano piuttosto di nasconderla.”
Nella seconda parte della trasmissione, il nostro ospite ci consiglia “Il ponte di Marreri” di Bachisio Zizi, un romanzo capace di raccontare una comunità e, insieme, una dimensione universale. Un’occasione per riflettere anche sulla letteratura sarda contemporanea tra la necessità di valorizzare nuovi autori e quella di riscoprire voci dimenticate.
Incipit è realizzato con il contributo della

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