La poesia come ascolto, come esercizio di onestà e come tentativo di trasformare un’esperienza personale in qualcosa di universale: l’ospite dell’ultima puntata stagionale di Incipit, il programma di Radio X condotto da Giovanni Follesa dedicato alla letteratura e agli scrittori di Sardegna, è il poeta e medico cagliaritano Mauro Liggi con la sua più recente raccolta, Il cifrario della solitudine, pubblicata da Interno Poesia: «Questa raccolta è nata in un periodo in cui mi trovavo a Carloforte, quindi un’isola, da solo, in uno stato di solitudine. La solitudine è un luogo che io abito spesso, ne ho proprio bisogno. E quindi sono iniziate a venirmi in testa delle poesie sia sull’isola, sul mare, ma anche sulla solitudine di chi vive l’isola non d’estate».
La poesia, per l’autore, è qualcosa che arriva senza essere cercata: «La poesia ti visita. A me non capita di mettermi davanti a un foglio e dire: adesso scrivo una poesia. Però ti fa stare in ascolto. E stando in ascolto, dopo, piano piano ti viene un verso, poi te ne viene un altro». Una volta raccolto il materiale, però, inizia un lungo lavoro di revisione e sottrazione. Per il poeta, costruire un libro significa eliminare, asciugare, rinunciare anche a testi riusciti se non dialogano con l’insieme della raccolta. Tra i temi che attraversano Il cifrario della solitudine ci sono l’amore, la perdita, l’infanzia, la morte, il desiderio e il fallimento. Tutti elementi che, spiega Liggi, nascono da esperienze realmente vissute: «La poesia credo sia la massima forma di onestà verso me stesso. Io quando scrivo scrivo di me». Una sincerità che, secondo l’autore, è la chiave per rendere universale un’esperienza personale: «Paradossalmente, nella poesia più entri nel dettaglio e più le persone si ritrovano».
Nella seconda parte della puntata, dedicata ai consigli di lettura, il poeta ha presentato invece il libro che più ha segnato la sua formazione di lettore: Oceano mare di Alessandro Baricco: «Il libro della mia vita è sicuramente Oceano mare di Alessandro Baricco. L’ho scoperto a 13 anni ed è stata una folgorazione. Lo consiglierei a chi vuole immergersi in una lettura che sicuramente qualche cosa dentro gliela lascia e se la ricorda per anni».
Incipit è realizzato con il contributo della

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