Il battito indipendente delle nuove generazioni al Festival Transistor – intervista con Mauro Mou

«Volevamo provare a parlare delle dipendenze, ma non ci piaceva declinare le cose al negativo e abbiamo pensato che fosse il caso di rovesciare il problema, e abbiamo deciso di parlare di autonomia e indipendenza. Cos’è che mi ha aiutato tanto nell’adolescenza? Sicuramente la musica, il beat, il tempo. E siamo andati alla ricerca di quello che abbiamo chiamato “Independent Beat“, quel battito che riesce a renderci autonomi e indipendenti.»

Un festival dedicato ai ragazzi e al passaggio attraverso il delicato periodo dell’adolescenza. Con Mauro Mou del Cada die Teatro, a Extralive mattina abbiamo parlato di “Nuove generazioni – Independent Beat” quarta edizione del festival Transistor: tre giornate di incontri, spettacoli, concerti, installazioni e laboratori in programma dal 6 all’8 dicembre alla Basilica di San Saturnino, per esplorare il fiume di emozioni e contraddizioni legate al desiderio di autonomia e indipendenza, tappa di un percorso di necessario per crescere e trovare la propria dimensione di libertà. Tra gli appuntamenti dell’edizione 2019 quello con le spettacolari coreografie dei Munedaiko, gruppo fondato da Mugen Yahiro che diffonde in tutto il mondo l’antica arte del taiko, il “grande tamburo”, della tradizione giapponese, (in concerto nella serata di sabato 7 dicembre – ore 18.30), Alessandro Lay e Andrea Andrillo con lo spettacolo “Un ragazzo di nome Gigi Riva“, dedicato ai primi anni nell’isola di quell’uomo che ancora oggi fa sognare e ballare il cuore di un’intera isola con il suo beat, la sfilata di moda “Tribù urbane” dello stilista Samsoni Da Costa, e il freestyler bergamasco Willy Valanga, che insieme al DJ Alex P chiuderà la rassegna con il suo flow, nella serata di domenica 8 dicembre.

info / Transistor project / cadadieteatro.com

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