Sul palco del TSE l’umanità dolente e disturbata di “Lo soffia il cielo”

Teatro – Stasera (13 febbraio) alle 20:30 al TSE di Via Quintino Sella, per la rassegna Il quinto occhio organizzata dal CEDAC, va in scena “Lo soffia il cielo (un atto d’amore)” drammaturgia di Stefano Cordella tratta dai testi di Massimo Sgorbani “Le cose sottili dell’aria” e “Angelo della gravità”, che racconta il rapporto tra una madre e suo figlio: lei chiusa in casa e teledipendente, lui considerato “strano”, dipendente dal cibo e con grosse difficoltà relazionali. Uno spettacolo sconsigliato ai minori di 16 anni, «che tratta delle tematiche abbastanza crude e in modo abbastanza crudo, attraverso la storia di due individui che si creano il proprio mondo per sopravvivere in una società totalmente alienata in cui gli affetti sono condizionati dall’invasione mediatica e la comunicazione viene totalmente filtrata, e che sfogano le proprie frustrazioni attraverso due monologhi intrecciati, dialoganti e interconnessi tra loro, nei quali vengono svelate le drammatiche conseguenze del bisogno d’amore del figlio, vittima anche di un lento e inesorabile “distacco” della madre che guarda al passato con rabbia e disincanto.»

Ne abbiamo parlato all’interno di Extralive mattina, insieme a Sergio Benoni e Cristina Marras e con Maura Pettorruso e Francesco Errico, protagonisti dello spettacolo.

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