Cannabis legale, raccolta firme online per una nuova legge regionale: «Un vuoto normativo dietro la raffica di sequestri nell’isola»

Una piantagione di canapa

«Dietro gran parte dei maxi sequestri di cannabis in Sardegna si nasconde il lavoro di chi ha deciso di puntare sulla filiera della canapa. La quasi totalità delle piante in questione non sono in realtà stupefacenti ma legalissime piante di Cannabis Sativa L.» La denuncia arriva da Liberu, promotrice di una petizione online per chiedere alla Regione di colmare il vuoto normativo che in Sardegna ha causato una raffica di sequestri di piantagioni di cannabis: la legge infatti consente esclusivamente di coltivare le piante ma non essiccarle, lavorarle e rivenderle al dettaglio. Una situazione paradossale che rischia di mettere in crisi l’intero comparto produttivo, che oggi coinvolge migliaia di lavoratori all’interno della filiera agricola, e che con i sequestri preventivi rischia di dare un grave colpo al settore. Ne abbiamo parlato all’interno di Extralive con Sergio Benoni, Giovanni Follesa e con Giulia Lai, sostenitrice della raccolta firme: «La legge n. 242/2016, che promuove la coltivazione di cannabis sativa, è una legge italiana. Sarebbe doveroso da parte della Regione Sardegna emanare una legge che consenta il taglio e la lavorazione. In Sardegna abbiamo la fortuna di avere un clima che ci consente di produrre un prodotto di altissima qualità, ricercato anche in altri mercati. Ci sono oggi migliaia di persone impegnate nel settore che si trovano in grave difficoltà: non capiamo le ragioni delle limitazioni ancora presenti in Sardegna. Il prossimo 10 novembre è in programma un sit-in davanti al palazzo della Regione Sardegna a cui parteciperanno gli agricoltori sardi. Da parte della stampa negli ultimi tempi c’è stata una campagna mediatica errata: la maggior parte dei sequestri sono infatti di canapa sativa. Ricordiamo che è possibile coltivare prodotti che stiano sotto lo 0,2 di thc e che la norma introduce una causa di non punibilità se il thc è sotto lo 0,6. Sopra lo 0,6 è necessario dimostrare l’efficacia drogante, che il più delle volte non viene dimostrata perché l’efficacia drogante non è data solo dal valore di thc. Con questi sequestri tanti agricoltori stanno perdendo l’intero raccolto di un anno di lavoro.»

info / La petizione su Change.org

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