Celebrazioni per i 50 anni dalla scoperta dei Giganti di Mont’e Prama, Anthony Muroni: «A Cabras una nuova esposizione e la possibilità di assistere dal vivo al restauro»

Un laboratorio di restauro visibile dal pubblico, una nuova esposizione temporanea del complesso statuario e l’apertura di nuovi cantieri di scavo che potrebbero riservare scoperte di grande valore: Cabras si prepara a celebrare il 50° anniversario dalla scoperta dei Giganti di Mont’e Prama con importanti iniziative e un nuovo allestimento che per la prima volta consentirà di ammirare le statue nella loro tridimensionalità, come mai accaduto finora. Ne abbiamo parlato all’interno di Extralive insieme a Anthony Muroni, presidente della Fondazione Mont’e Prama, che dal 2021 si occupa di gestire l’importante patrimonio culturale rappresentato dai Giganti e dall’area archeologica di Tharros: «La nuova esposizione a Cabras consentirà di ammirare tutti i particolari delle statue, ma sarà anche possibile assistere dal vivo al restauro di una delle statue, l’unica con la testa ancora attaccata al corpo. […] Gli scavi che sono in corso, presto credo porteranno alla ribalta nuove importanti notizie. Nel 2024 è probabile che questi scavi non portino alla luce altre statue ma una nuova interpretazione della presenza dell’uomo in epoca nuragica in quel sito che consentirà di avere molte più informazioni anche sulla ritualità attraverso la quale i sardi di quel tempo vollero interpretare il sito con quel complesso statuario. C’è poi uno studio che il Comune di Cabras ha fatto realizzare a un giovane architetto locale, da cui la Fondazione è partita per richiedere una concessione di scavo per poter indagare lo stagno antistante Mont’e Prama e controllare se una parte dei manufatti sia stata inghiottita dallo stagno e se è vero che ben prima del 1974 altri agricoltori, abbiano buttato nello stagno altri reperti. Questo sarebbe molto interessante perché ci consentirebbe una retrodatazione della scoperta.»

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