Il 1974 segnò una svolta epocale per l’archeologia sarda quando, quasi per caso, alcuni contadini durante l’aratura portarono alla luce i primi frammenti di quelle che sarebbero diventate tra le statue più iconiche del Mediterraneo: i Giganti di Mont’e Prama. Oggi, a cinquant’anni da quel ritrovamento, Cabras celebra un traguardo storico: la riunificazione dell’intero complesso statuario sotto un unico tetto.
“Un piccolo evento storico per questo territorio e per la Sardegna”. Così Anthony Muroni, presidente della Fondazione Mont’e Prama, ha raccontato ai microfoni di Un caffè a Radio X la novità che segna il 2026 del complesso archeologico di Cabras: per la prima volta infatti tutte le statue dei Giganti di Mont’e Prama sono state riunite in un’unica sede negli spazi del museo che sorge proprio nel luogo del ritrovamento avvenuto cinquant’anni fa.
Intervistato da Sergio Benoni, Muroni ha spiegato come il risultato sia stato possibile grazie al lavoro congiunto di Ministero, Regione, Comune di Cabras e Fondazione. Oggi le statue sono esposte nella nuova Sala del Paesaggio, illuminate dalla luce naturale e orientate verso lo stagno e verso Mont’e Prama, il sito dove furono scolpite circa tremila anni fa e dove riemersero nel 1974: una riunificazione attesa da anni, che ha da subito attirato l’attenzione di turisti e visitatori. Nel solo mese di aprile sono stati infatti superati i 20 mila ingressi, con una previsione finale che oscilla tra i 27 e i 28 mila visitatori.
Muroni ha ricordato anche il lavoro di promozione internazionale svolto negli ultimi anni dalla Fondazione, con esposizioni al Metropolitan Museum of Art di New York, a Madrid e a Barcellona. Mostre che hanno contribuito a far crescere il turismo culturale straniero, con il mercato spagnolo ormai ai livelli di Francia e Germania. Ma Mont’e Prama non è solo archeologia. La Fondazione infatti gestisce un più ampio sistema culturale che comprende anche Tharros, San Salvatore, San Giovanni e altri siti del territorio, puntando sempre di più su festival e grandi appuntamenti estivi: tra gli eventi confermati per la stagione 2026 ci sarà il ritorno del Festival dell’Archeologia, giunto alla quinta edizione, insieme all’Archeo Film Festival, al festival letterario ospitato nell’antica peschiera di Mar’e Pontis e a rassegne dedicate alle antiche tradizioni alimentari del Mediterraneo.
Ricchissimo anche il cartellone di spettacoli del Festival Giganti dell’Arte, ambientato principalmente nello scenario naturale di Tharros sul mare. Tra i nomi annunciati Riccardo Cocciante, Andrea Morricone con le musiche del padre Ennio, Johnny Marr, Nomadi, Cristiano De André, Goran Bregović e Carmen Consoli, oltre ai ballerini del Teatro della Scala, ma anche ospiti come Stefano Nazzi, Paolo Mieli e Massimo Recalcati.
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