La ricerca del benessere attraverso il movimento lento e consapevole, il rapporto tra postura e qualità della vita, la pratica del Tai Chi come disciplina accessibile a tutte le età: ne abbiamo parlato in questa puntata di “Un caffè a Radio X”, condotta da Giuseppe Murru, insieme a Michele Werner.
Werner, nato in Germania e trasferitosi in Sardegna nel 2006, ha raccontato il percorso che lo ha portato ad aprire nel 2007 la sua scuola a Cagliari, dopo oltre tredici anni di studio a Monaco di Baviera: «Il Tai Chi è una disciplina orientale, un’arte marziale; il suo allenamento particolare lo rende accessibile a tutti, di tutte le età. Una pratica che aiuta a migliorare elasticità, postura e benessere generale. Tornare ad avere un corpo affidabile, di cui mi posso fidare, che è unificato, che è elastico, è importante». Con l’arrivo della bella stagione, i gruppi di praticanti si ritrovano soprattutto nei Giardini Pubblici e al colle di San Michele, trasformando i parchi cittadini in luoghi di incontro e allenamento all’aria aperta. «Il Tai Chi va assolutamente praticato all’aperto, questo è l’ideale. Tante persone hanno qualche problema di salute, non si sentono più bene nel loro corpo, vogliono riavere agilità, vogliono essere prive di acciacchi. Questo distingue il Tai Chi da altre attività fisiche. Non è un’alternativa al pilates, no. Tai Chi è unico nel suo genere».
L’importante è avere costanza quotidiana: «È come imparare la chitarra o il pianoforte. Vai alla scuola, ti fai la tua lezioncina e poi devi tutti i giorni a casa un pochettino allenarti. Però bastano 10 minuti al giorno. Il corpo è la nostra casa. Dobbiamo fare qualcosa tutti i giorni per curarlo, per averlo sempre in buone condizioni, per invecchiare bene»».
Tra i prossimi appuntamenti cagliaritani, l’arrivo del maestro Chu King-Hun, il principale diffusore dello stile Yang in Europa, che sarà protagonista di uno stage internazionale che porterà a Cagliari praticanti provenienti da diversi Paesi europei.
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