Tra cultura messicana e tradizioni sarde – Un caffè a Radio X con Blanca Fuentes: «Così mi sono innamorata della Sardegna»

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«Piano piano mi sono immersa nella lingua, nella cultura, in tutto quello che circonda la Sardegna. E mi sono innamorata». Con queste parole Blanca Fuentes, rappresentante della comunità messicana a Cagliari e attivista di “Ni una menos”, ha raccontato ai microfoni di Un caffè a Radio X il suo percorso di integrazione nell’isola, iniziato nel 2020 dopo una vita trascorsa tra Panama, Londra e Amsterdam.

Arrivata in Sardegna per amore ma senza conoscere la lingua, Blanca è oggi una delle voci più attive nel costruire ponti tra culture, attraverso eventi e iniziative pubbliche. La più recente è stata la grande celebrazione del Día de Muertos organizzata a fine ottobre all’interno del calendario Feminas del Comune di Cagliari: «L’iniziativa è stata portata avanti nell’ambito del tema del femminicidio. Ho mandato la mia proposta inserendo anche la mia cultura, cercando di creare un intreccio tra la cultura messicana e la cultura sarda. Il punto di partenza era creare consapevolezza sulla violenza sulle donne». Accanto all’impegno politico e sociale, l’evento ha dato spazio anche alle tradizioni messicane: «Commemorare i nostri defunti come lo facciamo in Messico… intrecciando tutto quello che è la cultura messicana. Un intreccio che funziona anche perché, esplorando le tradizioni locali, ho iniziato a capire meglio la cultura sarda e non siamo tanto diversi.» La somiglianza più sorprendente? «Anche in Sardegna si preparavano i tavoli per ricordare i morti, lasciando il tavolo pronto per ricevere come se fosse presente. È un po’ come la nostra offrenda». Tra i luoghi che l’hanno fatta sentire subito a “casa”, c’è il mercato di San Benedetto: «La prima volta che sono entrata, ho trovato tutta quella gente molto calorosa, che vuole farti assaggiare tutto… lì ho detto: mi sento vicina al mio paese».

Prossimi appuntamenti? «Mi hanno invitato l’associazione Liberas e la rete “Non una di meno” a far parte del corteo del 25/11. Canteremo “Canciòn sin miedo”, la canzone che abbiamo tradotto in sardo campidanese. È una canzone molto forte, di protesta. E ci uniremo al corteo con le ragazze che indosseranno i costumi che hanno utilizzato nella sfilata».

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