Arte, comunità e consapevolezza :: Un caffè a Radio X con Paola Falconi

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«L’arte non è solo espressione personale: è un atto di condivisione, un modo per dire la propria su quello che accade intorno a noi e per coinvolgere le persone in un gesto di consapevolezza».

Un percorso tra scultura e pittura e uno sguardo attento sul presente della Sardegna e sul ruolo sociale dell’artista: l’ospite di Ilene Steingut in questa puntata di Un caffè a Radio X è Paola Falconi, artista cagliaritana che intreccia interiorità, impegno civile e dimensione comunitaria.

Formata in scultura all’Accademia di Carrara, ai nostri microfoni ha raccontato il suo percorso che nel tempo si è aperto sempre di più alla dimensione condivisa: «L’arte non è solo espressione personale. A un certo punto per me è diventata un atto di condivisione, un modo per dire la mia su quello che succede intorno e per coinvolgere le persone in qualcosa che le renda più consapevoli. Mi interessa molto l’aspetto della comunità che partecipa. Coinvolgere le persone nell’arte è bellissimo, perché quando fai un’azione insieme agli altri ti accorgi che aiuti le persone a guardarsi intorno, a fermarsi e a osservare quello che spesso diamo per scontato.»

Nella sua visione convivono due anime: quella meditativa, fatta di silenzio, manualità e ricerca, e quella pubblica, che guarda all’ambiente, alla società, a ciò che accade nel mondo: «Faccio opere molto interiori, molto meditative, ma faccio anche opere che pensano all’ambiente, al mondo, a quello che accade intorno. Quando succedono certe cose, io sento il bisogno di fare qualcosa, di dire la mia: per me l’arte ha anche questo ruolo.» L’estetica resta però centrale: «Per me è fondamentale, la bellezza la ricerco e non mi vergogno di dirlo. Nel passato fare una cosa bella sembrava quasi vietato, perché significava sottostare a regole considerate futili. Oggi siamo in un altro tempo: intorno a noi vedo che c’è molto bisogno di bellezza, quindi la cerco, la anelo e spero di portarla, perché secondo me ne abbiamo davvero tanto bisogno.»

Nel corso dell’intervista, spazio anche a uno sguardo sul contesto sardo: «Secondo me in Sardegna bisogna semplicemente saper cercare: gli artisti ci sono, sono bravi, di tutte le età. Quello che manca sono più spazi culturali e più possibilità, non solo nelle gallerie o nei luoghi deputati all’arte, ma anche in contesti diversi, più aperti. Gli artisti spesso non si sanno vendere, non si sanno promuovere e non si sanno valorizzare. Spesso pensano che occuparsi del lato economico sia una cosa sbagliata, ma non è così: gli artisti vivono d’arte e guadagnare dal proprio lavoro è una cosa nobile, è una cosa bella.»

info / paolafalconi.com

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