«Che fine fanno i ricordi delle persone quando non ci sono più?» È da questa domanda che nasce Memorabilia, piattaforma che trasforma fotografie, lettere, oggetti e registrazioni custodite nelle case in un archivio digitale condiviso. Ne abbiamo parlato in questa puntata di Un caffè a Radio X insieme a Lorenzo Mori, ideatore e coordinatore del progetto, ospite di Giuseppe Murru.
L’idea ha un’origine precisa, quasi cinematografica: «Ero a Roma, al Tufello, camminavo vicino alla stazione della metropolitana e vicino a un cassonetto ho visto degli scatoloni pieni di foto, diari, lettere, cartoline», racconta Mori. «Io non ho resistito, mi sono messo subito con le mani dentro gli scatoloni a tirar fuori le cose e la cosa incredibile è che dopo cinque minuti c’era mezzo quartiere che metteva le mani negli scatoloni assieme a me. E ricostruiva la storia di questa persona i cui ricordi erano finiti nel cassonetto». Da quell’episodio è nata la riflessione alla base del progetto: «Che fine fanno i ricordi e le foto delle persone che non ci sono più? In questo contesto di mercato immobiliare frenetico, dove bisogna vuotare il prima possibile gli appartamenti per metterli sul mercato, spesso questi ricordi finiscono nel cassonetto».
Memorabilia prova a salvare queste tracce della vita quotidiana trasformandole in materiale condiviso. Per Mori il valore sta proprio nelle piccole storie: «Nei ricordi viene custodita una storia che a livello ufficiale non viene raccontata. È come se fossero dei piccoli pezzetti di un puzzle che solo nel momento in cui vengono messi vicino ricostruiscono l’immagine generale di quel luogo, di quella storia o di quelle persone».
I materiali raccolti possono aprire scenari inattesi. Come quello di Gonnoscodina, piccolo centro della Marmilla, dove tra gli oggetti portati dagli abitanti è emersa un’audiocassetta con la registrazione di un rosario cantato in sardo negli anni Settanta: «Attraverso la digitalizzazione di questo materiale è stato molto emozionante quando la comunità durante la processione ha ripreso a cantare questo rosario in sardo. In un altro caso, a Roma, una registrazione ha addirittura contribuito a svelare i nomi dei mandanti del primo assassinio a Forte Bravetta.»
In Sardegna il progetto ha trovato una delle sue basi a Giorgino, il Villaggio Pescatori di Cagliari: «È un posto pazzesco… è “memorabilia” proprio, nel senso che ti sorprende ogni volta che ci vai. È un luogo dalla fortissima identità cittadina che conserva un pezzo di storia della città molto importante». Il lavoro sull’archivio locale è quasi concluso e nasce anche da una relazione costruita negli anni con la comunità del quartiere, già raccontata in passato con il progetto editoriale Nonturismo.
Tra le case del villaggio non mancano episodi curiosi e aneddoti: «È stato bellissimo quando abbiamo trovato in una scatola di latta le foto di Claudio Villa in mutandine che nella spiaggia di Giorgino mangiava un piatto di spaghetti con le cozze».
Oggi Memorabilia è attivo in diversi territori: oltre alla Sardegna, il progetto sta andando avanti nel Lazio, in Emilia Romagna e presto aprirà nuovi archivi in Sicilia e in Puglia. La piattaforma, spiega Mori, è pensata per essere replicabile: «Una volta che viene creato lo spazio digitale, la cosa bella è che abbiamo immaginato un’infrastruttura che permette a chiunque di caricare le foto».
Chiunque può contribuire o proporre un archivio locale attraverso il sito memorabilia.digital, dove le comunità possono candidarsi e caricare materiali, fotografie, documenti, registrazioni, accompagnandoli con le informazioni disponibili: «Il vero valore del progetto è il modo attraverso cui la comunità si riattiva per ricostruire collettivamente questo puzzle di pezzettini di memoria. Mi sono reso conto di quanto la memoria sia qualcosa che si riaccende solo grazie alla relazione tra le persone. E proprio da queste relazioni, può emergere ciò che altrimenti resterebbe nascosto: è come se fosse qualcosa che riemerge da un oblio dove, se non accadono questo tipo di operazioni, rischia di restare per sempre».
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