Eco-attivismo e azioni concrete, a Cagliari arrivano i Clean up Games :: Un caffè a Radio X con Carola Farci

farci cleanup

“Cosa significa essere un’eco-attivista? Fondamentalmente significa svegliarmi, guardare il cielo plumbeo la mattina di aprile a Cagliari e dire: ‘Ehi, ma non è che qua sta succedendo qualcosa?’ E cercare di farmi qualche domandina in più su ciò che sta succedendo al pianeta.” Da questa presa di coscienza quotidiana parte la riflessione al centro della nuova puntata di Un Caffè a Radio X: in compagnia di Martina Benoni c’è Carola Farci, eco-attivista e presidente di RebelTerra, per raccontare cosa significa oggi impegnarsi concretamente nella difesa dell’ambiente.

Il suo percorso nasce da un’esperienza concreta, lontana dalle astrazioni: “Sono partita per pulire le spiagge del Mediterraneo e lì mi sono accorta che davvero forse stiamo sottovalutando la questione”. Un punto di svolta che si traduce in un’idea precisa di attivismo: non grandi proclami, ma la volontà di essere “una micro parte nel cambiamento”, agendo soprattutto sul piano culturale e della consapevolezza.

“Purtroppo stiamo soffocando nella plastica”. Un problema alimentato da abitudini quotidiane e da un modello culturale difficile da scardinare: «Non si tratta solo di grandi discariche o inquinamento industriale: l’ottanta percento dei rifiuti che ci sono in mare […] vengono dalle nostre città, trascinati lentamente fino all’acqua. Anche gesti minimi, come gettare un mozzicone, hanno conseguenze profonde, perché “sono estremamente nocivi” anche sul piano chimico.»

Accanto alla criticità, uno spazio di azione possibile. Con la sua associazione infatti, Carola promuove iniziative che con una partecipazione sempre crescente raccontano un desiderio diffuso di incidere concretamente. Tra queste, “Plastica No Grazie”, in programma il 18 aprile al Poetto, una giornata di pulizia della spiaggia promossa dal Comune insieme alle realtà ambientaliste del territorio, all’interno di un protocollo condiviso anche con Quartu: un appuntamento che in passato ha visto la partecipazione di centinaia di persone, a cui si affiancano i Clean Up Games del 9 maggio a Giorgino, una vera e propria “gara” di raccolta dei rifiuti rivolta a studenti, famiglie e volontari in un’attività che unisce sensibilizzazione e azione diretta. L’obiettivo è rendere l’impegno ambientale accessibile e condiviso: “L’anno scorso abbiamo recuperato in una mattinata quattro tonnellate di spazzatura”, un dato che restituisce la dimensione del problema, ma anche quella dell’impatto che può avere un’azione collettiva: “Il nostro motto è concreti, cioè non ci piace la fuffa, ci piace andare dritti al punto”. Una scelta che si traduce nella volontà di investire risorse e energie in progetti tangibili, dalla dimensione locale fino a prospettive più ampie.

“Quanto siamo disposti a cambiare le nostre abitudini?” La risposta, suggerisce Farci, passa anche dai gesti più semplici e immediati: “L’ideale sarebbe che ognuno di noi si sentisse libero, vedendo una lattina per terra, di raccoglierla. Nessuno si è mai preso malattie per questo”. Un’azione minima, ma capace di ridefinire il rapporto tra individuo e ambiente, trasformando la consapevolezza in pratica quotidiana.

info / RebelTerra

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